Salute e sicurezzaValli
Caldo nei cantieri e nelle cave, la Cgil chiede stop senza consumare ferie
Il sindacato denuncia l’assenza di interventi ispettivi durante le giornate torride e sollecita verifiche sulla sicurezza.
La Fillea Cgil lancia un nuovo allarme sulle condizioni di lavoro nei cantieri e nelle cave durante le giornate di caldo intenso. Nonostante le sollecitazioni inviate alla Giunta provinciale già a giugno, al sindacato non risulta, al momento, alcun intervento ispettivo nei luoghi di lavoro interessati dalle temperature torride.
Da qui la richiesta di controlli agli organi di vigilanza. Alla Uopsal e all’Ufficio ispettivo minerario la Fillea chiede di verificare la corretta sorveglianza sanitaria. All’Ufficio ispettivo del lavoro viene invece sollecitato un controllo sulle modalità con cui le aziende gestiscono eventuali sospensioni dell’attività.
Il nodo di ferie e permessi
Secondo il sindacato, in caso di stop legato al caldo eccessivo le imprese non possono scalare ferie e permessi ai dipendenti al posto del ricorso alla cassa integrazione, se non esistono accordi specifici. La prassi, sostiene la Fillea, è vietata dai contratti collettivi in assenza di intese con i lavoratori.
Mastrogiuseppe rivolge inoltre un appello diretto agli addetti dei cantieri e delle cave: pretendere l’applicazione delle prescrizioni di sicurezza e la misurazione della temperatura. Se i datori di lavoro rifiutano di sospendere l’attività in condizioni di caldo eccessivo, il consiglio del sindacato è di incrociare le braccia.
La Fillea assicura assistenza ai lavoratori anche nel caso di eventuali ritorsioni e annuncia denunce per omessa sorveglianza sanitaria. L’obiettivo è ottenere verifiche effettive sulle condizioni di lavoro e sull’applicazione delle misure previste per affrontare le ondate di calore.
Per il sindacato, quello legato alle temperature elevate è ormai un problema strutturale, aggravato dai cambiamenti climatici. La richiesta finale è quindi rivolta anche al legislatore: servono interventi vincolanti e non soltanto raccomandazioni, così da garantire regole uniformi nei periodi di caldo più intenso.




