Costi invisibiliEconomia
Sapete quanto costa il caldo alle imprese bresciane ogni anno?
Confesercenti svela l’impatto dell’afa: 250 milioni in meno per commercio e servizi

Il caldo record di quest’estate non è solo un problema di sopportazione fisica: per le imprese bresciane, l’afa si traduce in 250 milioni di euro di costi aggiuntivi ogni anno. A certificarlo è Confesercenti Lombardia Orientale, che ha analizzato l’impatto del clima estremo sul tessuto economico locale, tra spese energetiche alle stelle, investimenti per la climatizzazione e un calo netto della frequentazione nei negozi e nei pubblici esercizi.
Secondo Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale e di Confesercenti Lombardia, «il cambiamento climatico è ormai una variabile economica strutturale». Le micro e piccole attività del commercio, del turismo e dei servizi si trovano a sostenere costi crescenti per garantire ambienti confortevoli, mentre le vie commerciali si svuotano nelle ore più calde. «Nei centri storici e nelle vie dello shopping, l’afa riduce il passaggio delle persone e, di conseguenza, gli incassi» spiega Quaresmini. «È una doppia pressione: da un lato i costi aumentano, dall’altro i ricavi diminuiscono».
I settori più colpiti
A risentirne sono soprattutto il commercio di vicinato, i pubblici esercizi, i mercati e tutte le attività che dipendono dalla presenza fisica dei clienti. Le spese per climatizzare i locali sono schizzate alle stelle, anche a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, e gli investimenti per l’efficientamento degli immobili sono diventati indispensabili. Ma non basta: nelle giornate di caldo intenso, le ore centrali diventano un deserto per negozi e ristoranti, mentre l’afflusso serale non riesca a compensare le perdite.
Andrea Mattia Maggioni, vicepresidente di Confesercenti Lombardia Orientale e presidente regionale di AssoTurismo Confesercenti, conferma: «Non c’è un calo dell’attrattività turistica, ma le abitudini dei consumatori sono cambiate. Le ore più calde sono vuote, e il saldò finale è negativo».
La soluzione? Città più resilienti
Per Confesercenti, la sfida non può essere affrontata solo dalle imprese. «Serve una strategia che sostenga gli investimenti per l’efficientamento energetico, con incentivi accessibili e una rigenerazione urbana che renda le città più vivibili» précise Quaresmini. L’obbiettivo è conciliare tutela ambientale, qualità della vita e competitività economica, senza che il caldo diventi un ulteriore freno per il territorio.
Leggi anche


Dal 1° settembre i mezzi pubblici costeranno di più: quanti soldi in più spenderete?

Grandine sui vigneti bresciani: quanti danni ha fatto la tempesta perfetta?


