Salta al contenuto

Rifugio e cultura in quotaValli

Ceto si trasforma: 15 milioni tra un bivacco a 2600 metri e l'hub culturale dell'ex Niggeler&Kupfer

Due cantieri paralleli nello stesso Comune: dalla Capanna Mattia al progetto Imago dell'architetto De Lucchi per la valorizzazione dell'arte rupestre

La Redazione

Illustrazione a corredo: Ceto si trasforma: 15 milioni tra un bivacco a 2600 metri e l'hub culturale dell'ex Niggeler&Kupfer
Illustrazione a corredo: Ceto si trasforma: 15 milioni tra un bivacco a 2600 metri e l'hub culturale dell'ex Niggeler&Kupfer

Due cantieri, uno a 2600 metri di quota e uno in valle, che cambieranno il volto di Ceto. E che hanno in comune più di quanto sembri: stessi materiali del territorio, stessa amministrazione, stessa visione.

Capanna Mattia: il bivacco rinasce a 2600 metri

Lavori in vista per Capanna Mattia, il bivacco alpino di proprietà comunale situato al passo della Monoccola, nel territorio di Ceto, a circa 2600 metri di quota. L'investimento complessivo è di 150mila euro, di cui 130mila erogati dal Gal Sebino Vallecamonica tramite i fondi del Piano strategico nazionale 2023/2027 collegato alla Politica agricola comunitaria.

Il progetto prevede il rifacimento del tetto e il restauro della struttura, con un'attenzione dichiarata alla sostenibilità ambientale: verranno utilizzati materiali presenti in loco, come pietra e legno. Quest'ultimo sarà impiegato anche per il rivestimento interno, dove un nuovo volume consentirà di ampliare lo spazio fino a ospitare quattro persone.

Il bivacco dovrà avere autonomia energetica: sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici integrati nella falda e collegati a una batteria di accumulo. L'energia prodotta alimenterà l'illuminazione a led, una piastra a induzione per la cottura e i punti di ricarica per dispositivi elettronici. All'esterno, blocchi in granito per la pavimentazione e una panchina dello stesso materiale, oltre alla sistemazione dei gradini in pietra che precedono la porta d'accesso, sempre rossa e sostituita con una nuova in metallo.

Il progetto dovrà passare al vaglio della Soprintendenza prima dell'avvio dei lavori.

Progetto Imago: l'hub culturale sull'ex area industriale

Sullo stesso Comune, ma a valle, procede il progetto Imago, che trasformerà l'area dismessa dell'ex Niggeler&Kupfer di Ceto in un hub culturale ed espositivo dedicato al patrimonio rupestre camuno. Il primo stralcio dispone di 14,6 milioni di euro: 12,35 dai Comuni confinanti e 2,25 dal Bim attraverso le grandi derivazioni.

Pubblicità

Trafilix Industries - Acciai trafilati di precisione

La progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza sono affidati al raggruppamento guidato dall'architetto Michele De Lucchi, insieme a Politecnica, Park Associati e Studio Mattioli. «Elementi che devono procedere insieme», ha detto il sindaco Marina Lanzetti, riferendosi ai tre fronti su cui il Comune sta lavorando: progettazione architettonica, percorso culturale e piano economico di gestione.

Gli incontri tra maggio e giugno hanno permesso ai progettisti di approfondire il rapporto tra l'ex area industriale, il paesaggio e la rete dei parchi archeologici. L'impostazione prevede un ricorso prevalente a materiali del territorio — legno e pietra — e particolare attenzione alle esperienze multisensoriali e alle nuove tecnologie per rendere accessibili incisioni spesso difficili da osservare direttamente.

Nel comitato scientifico è entrata Tiziana Cittadini, presidente del Centro camuno di studi preistorici. Ieri i membri si sono incontrati con Luca Molinari e Alberto Piantoni per definire il modello economico e gestionale.

La verifica ambientale e l'acquisizione

Le indagini condotte in contraddittorio tra proprietà e Comune hanno accertato l'assenza di contaminazione del suolo e del sottosuolo dell'ex stabilimento. La Giunta ne ha preso atto il 16 giugno e ha disposto il pagamento della prima tranche da 500mila euro per l'acquisizione. Il prezzo complessivo del sito è di quasi tre milioni, con contratto definitivo da stipulare entro il 31 gennaio 2027.

L'obiettivo, conclude Lanzetti, non è realizzare un museo isolato, ma una porta d'ingresso alla Valle dei segni, in grado di orientare i visitatori verso il sito Unesco 94 e gli altri luoghi culturali del territorio.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA