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La frontiera sudItalia e Mondo

Migliaia di migranti a nuoto invadono Ceuta: quanti sono morti davvero?

L'enclave spagnola al confine col Marocco travolta da un'ondata senza precedenti dal 2021, mentre Roma e Madrid si scontrano su Schengen

La Redazione

Illustrazione a corredo: Migliaia di migranti a nuoto invadono Ceuta: quanti sono morti davvero?
Illustrazione a corredo: Migliaia di migranti a nuoto invadono Ceuta: quanti sono morti davvero?

Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nord del Marocco, sta vivendo una delle emergenze migratorie più gravi degli ultimi anni. Nel giro di poche ore migliaia di persone — uomini, donne, minori, anche disabili — hanno raggiunto la città a nuoto o attraversando a piedi la frontiera, senza che le forze di sicurezza marocchine intervenissero per fermarli.

Le immagini, diffuse anche da CBS e Reuters, mostrano colonne umane lunghe chilometri sulle colline al confine e centinaia di persone che emergono fradite dall'acqua davanti alla doppia barriera che separa Ceuta dal resto del Nordafrica. Una scena che riporta alla memoria il maggio 2021, quando oltre 8.000 migranti attraversarono la frontiera in appena 48 ore.

Un bilancio di vittime ancora incerto

Sul numero dei morti le fonti divergono: si va dagli almeno 11 corpi recuperati dalla Guardia Civil, ai 16 riportati dai media spagnoli (con un totale di 44 decessi dall'inizio dell'anno), fino ai 18 e ai 24 morti citati da altre ricostruzioni. Decine di persone risultano ancora disperse in mare.

Il presidente dell'enclave, Juan Jesús Vivas, aveva lanciato l'allarme già nei giorni scorsi, denunciando l'arrivo di 1.500-2.000 persone a nuoto nell'ultima settimana, a un ritmo di 300 al giorno. Ha chiesto a Madrid lo stato di emergenza nazionale, un comando unico e il rafforzamento delle forze di sicurezza. L'Assemblea di Ceuta ha approvato una richiesta di chiusura temporanea della frontiera con il Marocco.

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L'esercito in campo, tensioni con il Marocco

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato l'invio dell'esercito a supporto della Guardia Civil e si è recato personalmente a Ceuta, parlando di rischio di crisi umanitaria. Tese anche le relazioni con Rabat, che Madrid considera responsabile di aver favorito la nuova ondata: è stata chiusa anche la frontiera di Beni-Enzar, principale valico verso l'altra enclave spagnola di Melilla.

Lo scontro diplomatico con l'Italia

La premier Giorgia Meloni ha definito le immagini da Ceuta la prova di una minaccia alla sicurezza delle frontiere europee, e il governo italiano valuta la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. Posizione condivisa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma non da tutto il centrodestra: nell'ala berlusconiana di Forza Italia sono arrivate critiche dure, con Bobo Craxi che ha definito "irresponsabile" e "sconcertante" il collegamento tra Ceuta e Schengen.

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito "indegne" le parole arrivate da Roma e ha convocato l'ambasciatore italiano, chiedendo maggiore solidarietà europea.

Le cause della nuova ondata

Dietro l'impennata degli attraversamenti ci sono povertà, assenza di prospettive e il mare calmo, ma anche la convinzione, alimentata da una recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo che esclude i respingimenti immediati per chi arriva a nuoto, che superare il confine sia oggi più facile. "Non trovano vie legali, la loro unica possibilità è buttarsi in mare", racconta un attivista dell'associazione Exmenas. I residenti di Ceuta parlano di migliaia di persone in strada, senza sapere dove andare.

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