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Svolta idrica valleValli

Acqua in valle, ecco la mossa che spezza mesi di scontro e cambia tutto

Malegno rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar che rafforza l'Ato camuno

La Redazione

Illustrazione a corredo: Acqua in valle, ecco la mossa che spezza mesi di scontro e cambia tutto
Illustrazione a corredo: Acqua in valle, ecco la mossa che spezza mesi di scontro e cambia tutto

Dopo mesi di tensioni e contrapposizioni, l'assemblea della Comunità montana ha ritrovato un'intesa che fino a poche settimane fa sembrava improbabile. Il tema è quello dell'acqua: una risorsa che in Valle Camonica vale tanto quanto il patrimonio storico e paesaggistico, e che da tempo era al centro di un braccio di ferro tra amministrazioni locali.

La svolta è arrivata ieri sera, quando l'assemblea ha approvato una posizione comune. Il Comune di Malegno, che fino all'ultimo aveva minacciato di ricorrere al Consiglio di Stato, ha fatto un passo indietro: niente ricorso, il dialogo riparte.

Cosa cambia per l'Ato camuno

La decisione di Malegno si inserisce in un quadro già chiarito dal Tar, la cui sentenza rafforza l'Ato camuno come ambito territoriale ottimale di riferimento per la gestione del servizio idrico. Una pronuncia che non lascia molto spazio a interpretazioni alternative e che ha pesato sulla scelta del Comune di non proseguire la contesa in sede amministrativa.

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L'assemblea di ieri sera ha dunque segnato una ricomposizione: le forze in campo, invece di continuare a confrontarsi in tribunale, torneranno a farlo attorno a un tavolo. Il tema dell'acqua resta delicato e le sensibilità dei singoli Comuni non sono automaticamente cancellate da un voto, ma la rotta ora è quella della convergenza.

Per la Comunità montana si tratta di un risultato che va oltre il singolo dossier: dimostra che l'ente può ancora esercitare un ruolo di mediazione tra posizioni diverse. Per i cittadini delle valli, invece, significa che la gestione del servizio idrico non si disperderà in una frammentazione di ricorsi e contenziosi, ma resterà ancorata a un perimetro unitario.

I prossimi passi riguarderanno ora la messa a terra operativa dell'intesa. Il dialogo, come sottolineano più fonti, è «ripartito»: sta ai Comuni dimostrare che la sintonia ritrovata ieri sera tenga nel tempo.

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