Salta al contenuto

Il caso TravagliatoHinterland

Data center a Travagliato: il mistero dei megawatt e il silenzio sui nomi

Tra cifre discordanti e un committente opaco, il progetto divide la politica locale

La Redazione

Illustrazione a corredo: Data center a Travagliato: il mistero dei megawatt e il silenzio sui nomi
Illustrazione a corredo: Data center a Travagliato: il mistero dei megawatt e il silenzio sui nomi
Un gigante digitale dalle dimensioni incerte

A Travagliato il futuro ha un nome, ma sembra avere due volti. Da un lato c'è la visione di una cittadella tecnologica da 13 ettari, capace di assorbire l'energia di un'intera città per alimentare l'intelligenza artificiale del domani. Dall'altro, c'è il muro di silenzio che circonda i nomi di chi userà effettivamente quei server e la nebbia fitta sui numeri reali dell'opera. Il progetto del data center in via Averolda, al confine con Ospitaletto, non è solo una questione di cemento e cavi: è un giallo amministrativo che sta spaccando in due la comunità.

120 o 300 megawatt? Il dato che non torna

Il primo scoglio è la potenza. Secondo il quotidiano QuiBrescia, il progetto prevede un fabbisogno energetico di 120 megawatt, con un investimento iniziale dichiarato di 11 milioni di euro (cifra che appare riduttiva rispetto alla portata dell'opera descritta nei dettagli tecnici: 130 mila metri quadrati di superficie, 648 posti auto e 60 generatori di emergenza). Tuttavia, le osservazioni depositate dal Partito Democratico alla Provincia parlano di un'infrastruttura da 300 megawatt e di un investimento complessivo vicino al miliardo di euro.

Questa discrepanza non è un dettaglio tecnico: cambia radicalmente l'impatto sulle reti locali e sull'ambiente. Se la cifre del Pd fossero corrette, il consumo energetico di Travagliato schizzerebbe ai livelli di un'area metropolitana, con conseguenze "senza precedenti" per i comuni limitrofi.

Il committente c'è, gli utenti no

Mentre le dimensioni oscillano, resta un vuoto assordante: chi ci lavorerà dentro? La società committente è nota, si chiama East Gate Srl, ma l'identità dei futuri "inquilini" digitali dell'infrastruttura rimane avvolto nel mistero. Una lacuna che alimenta i sospetti di chi teme che il territorio bresciano stia per diventare la discarica digitale d'Europa, ospitando server di multinazionali elusive senza alcun beneficio tangibile per la comunità locale.

Lo scontro politico: "Strumentalizzazione" contro "Verità nascoste"

Il sindaco Renato Pasinetti chiede calma, definendo le polemiche "strumentalizzate per creare confusione". "Oggi non esiste alcun cantiere", ribadisce il primo cittadino, sottolineando che la pratica edilizia è ancora incompleta e non approvata. Pasinetti giudica paradossale la richiesta dell'opposizione di istituire una consulta di monitoraggio su un'opera che, tecnicamente, non è ancora partita.

Pubblicità

Trafilix Industries - Acciai trafilati di precisione

Ma l'opposizione non abbassa la guardia. Il Partito Democratico ha depositato le proprie osservazioni in Provincia il 24 luglio, chiedendo il blocco del progetto nelle condizioni attuali. "Il territorio non può subire decisioni calate dall’alto", è la linea del Circolo PD di Travagliato. Non è un rifiuto pregiudiziale dell'innovazione, ma la denuncia di un metodo opaco: nessun confronto pubblico serio, nessuna garanzia reale su salute e viabilità.

Simile la posizione di Christian Bertozzi (Lista Bertozzi Sindaco) e di Alberto Trainini (Travagliato Bene Comune), che chiedono dati certi e studi indipendenti su acqua, suolo e rete elettrica. "Su un progetto destinato a incidere per decenni non si può mantenere il silenzio per mesi", tuonano gli oppositori.

L'ombra dell'ATS e il rischio ambientale

A sollevare i dubbi più tecnici ci pensa Legambiente Franciacorta. Silvio Parzanini ricorda che l'area tra Travagliato, Castegnato e Ospitaletto è già sotto lente d'ingrandimento: nel 2015 l'ATS di Brescia aveva rilevato molteplici fattori di pressione ambientale in zona. Costruire un "mostro" energetico vicino alla discarica Vallosa e alla fonderia Montini (industria insalubre di prima classe) sembra, agli occhi degli ambientalisti, la ricetta per un disastro sanitario.

La consigliera regionale Pd Paola Pollini ha intanto presentato istanza di accesso agli atti in Provincia per acquisire tutta la documentazione tecnica, inclusa quella sugli impatti energetici e idrici. La partita è appena iniziata, ma la domanda resta sospesa: Travagliato è pronta a vendere la sua aria e la sua energia per un progresso di cui non conosce nemmeno il nome?

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA