Sostegno ai presidi montaniValli
Quasi 3 milioni di euro per salvare le farmacie delle valli: cosa cambia davvero
L'accordo approvato dalla Giunta regionale punta su contributi e nuovi criteri per le farmacie rurali: cosa cambia per le valli bresciane

Quasi 3 milioni di euro in arrivo: a chi vanno i soldi
Per il 2026 la Regione Lombardia mette sul tavolo 2,866 milioni di euro. La ripartizione è precisa: 1,766 milioni finanziano l'indennità di residenza per le farmacie rurali, mentre 1,1 milioni alimentano il Fondo regionale di solidarietà destinato alle farmacie — rurali e urbane — con un fatturato annuo inferiore a 300 mila euro.
L'obiettivo dichiarato è mantenere vivo il presidio farmaceutico nelle realtà più piccole o economicamente più fragili, dove la chiusura di una farmacia può significare la rinuncia a un servizio essenziale.
Cambiano le regole: cosa valuterà la Regione
L'accordo introduce nuovi criteri per l'assegnazione dell'indennità di residenza alle farmacie rurali. La valutazione terrà conto di almeno quattro fattori: il fatturato dell'attività, la popolazione servita, la distanza dal capoluogo di provincia e i turni notturni effettuati.
In più si allarga la platea dei beneficiari: potranno accedere ai contributi anche le farmacie rurali non sussidiate situate in Comuni con una popolazione compresa tra 3.001 e 5.000 abitanti, a patto che rispettino i requisiti di normativa.
Le parole della consigliera Carzeri
«Le farmacie sono un punto di riferimento quotidiano per migliaia di cittadini e rappresentano un presidio essenziale, soprattutto dove l'accesso ai servizi sanitari è più complesso — dichiara la consigliera regionale di Forza Italia Claudia Carzeri —. Con questo accordo Regione Lombardia valorizza ulteriormente la farmacia dei servizi e riconosce il ruolo svolto dai farmacisti nel garantire assistenza, prossimità e continuità delle cure.»
«Sostenere la rete delle farmacie — conclude Carzeri — significa rendere ancora più capillare la presenza del servizio sanitario sul territorio e offrire ai cittadini un accesso sempre più semplice e tempestivo a prestazioni e servizi.»
Per le valli bresciane, dove i piccoli Comuni e gli insediamenti montani spesso fanno i conti con servizi sanitari lontani e difficili da raggiungere, l'accordo potrebbe rappresentare un fattore decisivo nel mantenere aperti presidi che altrimenti rischiano di scomparire.




