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Nuovi collegamenti ferroviariHinterland

300mila euro per Rezzato: è il primo passo per riavere il treno

La Regione stanzia i fondi per lo studio di fattibilità: l'obiettivo è riattivare il servizio passeggeri sull'asse Brescia-Desenzano

La Redazione

Illustrazione a corredo: 300mila euro per Rezzato: è il primo passo per riavere il treno
Illustrazione a corredo: 300mila euro per Rezzato: è il primo passo per riavere il treno

Per decenni è rimasta un'ipotesi affascinante ma ferma, un those idee che mettono tutti d'accordo ma che faticano a trasformarsi in cemento e binari. La stazione di Rezzato, chiusa al traffico passeggeri dal 1992 e utilizzata esclusivamente per le merci, potrebbe finalmente tornare a vivere. Non si tratta ancora di un cantiere aperto, ma di un segnale politico e finanziario preciso: la macchina istituzionale si è sbloccata.

Il Consiglio regionale della Lombardia ha dato il via libera a una decisione destinata a cambiare la mobilità nell'hinterland orientale bresciano. Con un emendamento e un ordine del giorno approvati durante l'assestamento di bilancio, sono stati stanziati 300mila euro. Questa somma non serve a posare le rotaie, ma a finanziare lo studio di fattibilità necessario per riattivare la stazione e ripristinare il servizio passeggeri sulla linea Brescia-Desenzano.

Una battaglia lunga trent'anni

La richiesta di riapertura non è nuova. I comuni di Rezzato, Botticino, Castenedolo e Mazzano chiedono da tempo di rafforzare il trasporto pubblico in un'area caratterizzata da un pesante traffico di pendolari diretti verso il capoluogo. L'obiettivo è offrire una vera alternativa all'uso dell'auto privata, decongestionando una delle direttrici più critiche della provincia.

La consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli, firmataria della proposta insieme al vicepresidente del Consiglio regionale Emilio Del Bono, ha sottolineato l'importanza strategica dell'intervento. «Il potenziamento del trasporto pubblico nelle aree limitrofe ai centri urbani costituisce uno strumento efficace di sviluppo territoriale», ha spiegato Cominelli, evidenziando i benefici in termini di competitività economica, sostenibilità ambientale e distribuzione dei flussi di traffico.

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Il "ultimo treno" per Rezzato

Soddisfazione immediata è arrivata dal primo cittadino di Rezzato, Luca Reboldi, che ha fatto della riapertura della stazione uno dei cavalli di battaglia del suo mandato. «Un risultato ottenuto dopo aver concertato una richiesta chiara insieme ai Comuni limitrofi, al Comune di Brescia e alla Provincia», ha commentato Reboldi.

Il sindaco ha lanciato un avvertimento chiaro sulle tempistiche: il cantiere dell'Alta Velocità (Tav) rappresenta l'«ultimo treno» per permettere l'avvio contestuale dei lavori di ripristino. La finestra temporale è stretta e l'auspicio delle amministrazioni locali è che lo studio di fattibilità porti rapidamente a progetti concreti, evitando che l'occasione svanisca negli meandri della burocrazia.

I prossimi passi

Ora che i fondi per lo studio sono garantiti, il percorso si fa più complesso dal punto di vista tecnico. L'intervento dovrà essere sviluppato in stretta collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella gestione della rete ferroviaria: Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), Ferrovienord, Trenord, la Provincia di Brescia e i comuni interessati.

Lo studio dovrà chiarire non solo la fattibilità tecnica del ripristino della linea, ma anche definire le risorse necessarie per la realizzazione delle opere. Dopo anni di lettere, tavoli istituzionali e dichiarazioni d'intenti, la differenza tra un sogno e un'opera pubblica sembra oggi dipendere dall'efficacia di questa prima fase progettuale.

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