Attacco al paesaggioFranciacorta e Sebino
Franciacorta sotto shock: vogliono costruire un mega-hotel dove non si può?
Residenti e ambientalisti insorgono contro la nuova variante al Pgt di Erbusco: 11.500 metri quadrati di cemento in più.

C’è una collina in Franciacorta che rischia di diventare il nuovo fronte della battaglia tra sviluppo e tutela del territorio. Si tratta di Villa Pedergnano, frazione di Erbusco, dove il Comune ha inserito nel Piano di Governo del Territorio (Pgt) una variante che prevede la trasformazione di un’area strategica in ambito alberghiero. Un progetto che, se approvato, porterebbe alla costruzione di un hotel da 11.500 metri quadrati, con un’altezza massima di 12 metri, in una zona dove attualmente sono consentiti solo 500 metri quadrati edificabili.
Un precedente scomodo
Non è la prima volta che questa collina finisce nel mirino dei progetti edilizi. Dieci anni fa, un referendum comunale bocciò con il 54% di «no» l’ampliamento del centro commerciale Le Porte Franche, che sorge poco distante. Tre anni fa, invece, fu la volta della Franciacorta Concert Hall, una sala da 6.000 posti con annessi ristoranti e spazi commerciali, stoppata dalle 7.000 firme raccolte dal Comitato No Pf2 e da Legambiente per fermare quella che definirono «cementificazione selvaggia». Ora, la stessa area torna a far discutere.
Cosa prevede la variante
Secondo i documenti tecnici pubblicati sul sito del Comune di Erbusco, la variante al Pgt identifica l’area come At10 e la definisce un’«opportunità di valorizzazione» di un ambito strategico. Il progetto, però, non si limita alla costruzione dell’hotel: prevede anche opere di mitigazione ambientale lungo via Rovato, il miglioramento della connessione tra via Rovato e via Iseo con un percorso ciclopedonale, e interventi idraulici sul lato nord della collina, spesso colpito da allagamenti negli ultimi anni.
Ma per residenti e ambientalisti, si tratta solo di un altro tentativo di sacrificare il territorio sull’altare del cemento. Giovedì sera, nel parchetto di via dei Colli, si è tenuto un primo incontro informale con alcune decine di persone, tra cui anche Francesco Econimo, consigliere comunale di minoranza (Pd) a Rovato. «È il terzo tentativo in 10 anni di mettere altro cemento in zona», hanno denunciato i partecipanti. «Non vogliamo che altri decidano per noi».
La mobilitazione
La protesta è già partita. I residenti hanno deciso di presentare osservazioni alla variante per mantenere invariati i vincoli e le metrature edificabili consentite. La scadenza per farlo è fissata a inizio agosto: dopo quella data, si saprà qualcosa di più sul futuro di questa collina. Ma una cosa è certa: la Franciacorta non ha intenzione di arrendersi senza combattere.
Nel frattempo, la domanda resta sospesa: quanto vale davvero lo sviluppo, se il prezzo da pagare è la perdita di un pezzo di territorio?
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