Fenomeno algale estivoFranciacorta e Sebino
Lago d’Iseo, già raccolte 1.200 tonnellate di alghe: il fenomeno è iniziato a giugno
Caldo, siccità e basso livello del Sebino stanno accelerando la crescita delle macrofite, con disagi per navigazione, balneazione e turismo.

L’emergenza macrofite sul lago d’Iseo ha raggiunto numeri mai registrati prima. Nel 2026 sono già state raccolte 1.200 tonnellate di alghe, una quantità doppia rispetto alle circa 600 tonnellate recuperate complessivamente durante tutto il 2025. Per l’anno in corso le stime indicano la possibilità di arrivare a 1.800 tonnellate.
Il fenomeno sta creando problemi alla navigazione e alla balneazione. Le masse vegetali, spinte verso la costa dalle forti raffiche di vento, si sono concentrate in particolare nel basso lago. A Clusane e Iseo alcuni accumuli si sono formati davanti a strutture ricettive, rendendo più difficoltoso l’accesso all’acqua per i bagnanti e provocando disagi al settore turistico.
La raccolta lungo la costa
Da luglio è attiva una task force coordinata dall’Autorità di Bacino dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro insieme a Mpl – Manutenzione e Promozione Laghi. Gli operatori lavorano ogni giorno con il battello spazzino e il mezzo anfibio Truxor per rimuovere la vegetazione e liberare i tratti più critici della fascia costiera.
Il caldo intenso complica però le operazioni. Le alte temperature accelerano la decomposizione delle alghe raccolte, causando cattivi odori e accumuli di materiale in putrefazione soprattutto lungo i litorali del basso lago.
Le risorse destinate alla gestione dell’emergenza sono state aumentate. Il budget iniziale di 450mila euro, stanziato dall’Autorità di Bacino e dalle Province di Brescia e Bergamo, è cresciuto di altri 50mila euro per ciascun ente, arrivando a complessivi 600mila euro per il 2026. Lo stesso stanziamento è stato confermato anche per il 2027.
Il fenomeno anticipato di settimane
A preoccupare è anche l’anticipo della proliferazione. Negli anni passati la presenza più consistente delle macrofite si manifestava tra agosto e settembre; quest’anno la crescita è cominciata già alla fine di giugno.
Secondo le valutazioni riportate, alla base dell’espansione ci sono la siccità prolungata, le temperature elevate e l’abbassamento del livello del lago. Con meno acqua, la luce penetra più in profondità nei fondali e crea condizioni favorevoli alla crescita delle piante acquatiche.
Tra le specie monitorate ci sono la Lagarosiphon major, pianta esotica invasiva particolarmente presente nella zona del porto e della punta di Clusane, e la Vallisneria spiralis. Nel basso Sebino, sedimenti e sostanze organiche, la ridotta circolazione dell’acqua e le temperature più alte favoriscono ulteriormente la proliferazione.





