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Idroelettrico, la svolta che porta milioni in più alle valli bresciane: finalmente pari a Sondrio
Superato lo squilibrio storico sulle royalties della risorsa idrica: ora tutte le province lombarde al 100%

Per anni le valli bresciane hanno guardato a un privilegio riservato solo alla provincia di Sondrio: il 100% degli introiti dalle grandi derivazioni idroelettriche. Tutte le altre province lombarde, Brescia inclusa, si dovevano accontentare di una quota fissata «almeno all'80%». Una differenza che poteva avere un senso in fase di prima attuazione della norma regionale — la l.r. 8 aprile 2020 n.5 — ma che oggi appare «più che mai priva di fondamento e iniqua» verso la maggior parte dei territori.
Il quadro sta per cambiare. A sancirlo è l'ordine del giorno depositato da Fratelli d'Italia e firmato dal consigliere Invernici, che punta a colmare la disuguaglianza storica. «Grazie alla mia iniziativa approvata in aula nella precedente manovra di bilancio — ha spiegato Invernici — oggi possiamo dire che tutti i territori potranno ricevere il 100%, come già per la sola provincia di Sondrio, superando le diseguaglianze e lasciando ai territori di montagna tutte le risorse economiche derivanti dallo sfruttamento della risorsa idrica».
Cosa cambia concretamente
L'estensione della quota piena al 100% a tutte le province lombarde significa indirizzare verso le aree interne milioni di euro aggiuntivi rispetto agli attuali introiti. Risorse che, sottolinea Invernici, «rappresenta una misura di equità territoriale e di rafforzamento del principio di territorialità».
I fondi potranno essere destinati a interventi strutturali di lungo periodo: gestione delle infrastrutture, tutela ambientale, resilienza climatica e sviluppo socio-economico delle comunità residenti. In pratica, i Comuni montani potranno programmare opere e politiche con un margine finanziario più ampio, senza più il penalizzante scarto rispetto a Sondrio.
Il contesto normativo
La legge regionale 8 aprile 2020 n.5 disciplina le modalità di assegnazione delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e fissa i canoni in attuazione del decreto legislativo 16 marzo 1999 n.79. La differenziazione tra Sondrio (100%) e le altre province (80%) era iscritta in un «contesto normativo e territoriale oggi superato», secondo quanto riportato nell'ordine del giorno.
Un passo che si configura come riequilibrio tra territori montani che condividono le stesse criticità — spopolamento, gestione del territorio, fragilità idrogeologica — ma che fino a oggi non godevano degli stessi strumenti finanziari.




