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Lombardia a rischio stangata da 5,4 miliardi: chi pagherà il caro energia?

La Cgia di Mestre lancia l’allarme: crescono luce, gas e carburanti, con Brescia in prima linea

La Redazione

Illustrazione a corredo: Lombardia a rischio stangata da 5,4 miliardi: chi pagherà il caro energia?
Illustrazione a corredo: Lombardia a rischio stangata da 5,4 miliardi: chi pagherà il caro energia?

La Lombardia è in allerta per il caro energia: secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2026 famiglie e imprese della regione potrebbero dover affrontare una spesa aggiuntiva di 5,4 miliardi di euro per elettricità, gas e carburanti. Un aumento del 15,1% rispetto al 2025, che posiziona la Lombardia al primo posto in Italia per impatto economico assoluto, davanti a Emilia-Romagna (+3 miliardi) e Veneto (+2,9 miliardi).

Il peso maggiore ricadrà sui territori più industrializzati, come Brescia, dove la forte presenza di attività manifatturiere e imprese energivore trasforma il rincaro in una minaccia per la competitività. In particolare, la spesa per l’energia elettrica è destinata a crescere di 2,2 miliardi di euro, mentre per il gas l’aggravio sarà di 1,2 miliardi.

Perché la Lombardia è la più colpita?

La regione, spiegano gli esperti, è la più esposta all’onda dei rincari a causa della sua vocazione produttiva. Le imprese ad alto consumo energetico, i trasporti e le piccole attività commerciali rischiano di subire il colpo più duro, già alle prese con costi crescenti per materie prime e gestione quotidiana. Anche i carburanti giocano un ruolo critico: a livello nazionale, la spesa aggiuntiva stimata è di 13,6 miliardi di euro, con prezzi medi ipotizzati a 1,95 euro al litro per la benzina e 2,05 euro per il gasolio.

Le misure del Governo

Per contenere l’impatto, il Governo ha già stanziato 7 miliardi di euro: 5 per alleggerire il costo di luce e gas e 2 per ridurre le accise sui carburanti. Tuttavia, secondo la Cgia, questa cifra coprirebbe solo un quarto dei 29 miliardi di euro stimati a livello nazionale. L’esecutivo starebbe valutando un nuovo intervento da 7 miliardi entro l’autunno, ma tutto dipende dalla possibilità di utilizzare una clausola di salvaguardia europea per avere maggiore flessibilità sui conti pubblici.

Gli esperti sottolineano anche la necessità di interventi strutturali, come il superamento del legame tra prezzo del gas e prezzo dell’elettricità, per rendere il mercato meno vulnerabile alle crisi internazionali.

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