L'aria che mancaHinterland
Incendio Valli Spa: il silenzio dell'azienda e la minaccia di una class action
Il Comune conferma l'ordinanza mentre i dati Arpa mostrano un calo delle diossine, ma il Comitato Campagnoli non ci sta.

Sono passati quattordici giorni dall’incendio che ha distrutto parte dei capannoni della Valli Spa in via Mantova a Lonato del Garda, ma il silenzio dall’azienda è ancora assordante. Mentre l’amministrazione comunale cerca di gestire l’emergenza con dati alla mano, la pazienza dei residenti sembra essere arrivata al capolinea.
La questione è esplosa martedì sera in Consiglio comunale. Il sindaco Nicola Bianchi ha presentato una relazione dettagliata sugli sviluppi delle ultime settimane, focalizzandosi sui risultati delle analisi condotte da Arpa. I numeri, seppur in calo, raccontano una dinamica precisa: dopo il picco iniziale di 15 picogrammi per metro cubo registrato il secondo giorno dal rogo (valore coerente con le emissioni tipiche degli incendi), si è osservata una discesa a 0,1 picogrammi. Tuttavia, il 20 luglio c’è stata una lieve risalita a 0,4 picogrammi, probabilmente dovuta alle operazioni di smaltimento del materiale bruciato.
Alla luce di questi elementi, il primo cittadino ha deciso di non allentare la presa. L’ordinanza numero 217 del 16 luglio 2026 resta pienamente in vigore, senza modifiche, in attesa di nuove direttive dagli enti competenti. «Per quanto riguarda il rischio di esposizione umana a diossine attraverso la filiera alimentare», ha spiegato Bianchi, «il Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria avvierà una campagna di campionamenti su alcune aziende agricole nel raggio di un chilometro, previa valutazione delle coltivazioni attualmente presenti».
Ma è proprio sulla comunicazione che si apre il fronte più caldo. Il Comitato Campagnoli ha annunciato di stare valutando seriamente l’avvio di una class action. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la totale assenza di comunicazioni pubbliche da parte di Valli Spa verso i cittadini di Lonato e dei comuni limitrofi.
«Un aspetto che consideriamo inaccettabile», hanno dichiarato i membri del Comitato, «è il silenzio dell’azienda a due settimane dall’evento. Questo risulta particolarmente significativo considerando che Valli S.p.A. dichiara sul proprio sito di adottare alti standard di tutela ambientale, sicurezza ed etica». Il Comitato ricorda come già in passato, durante il contenzioso per il mai realizzato progetto di una centrale a biogas, fosse emersa la necessità di maggiore trasparenza nel rapporto tra industria e territorio.
Ora, con il supporto di legali, il gruppo sta analizzando la praticabilità di un’azione di classe per tutelare cittadini e attività economiche che potrebbero aver subito conseguenze dirette o indirette dal rogo. Non è ancora una decisione definitiva, ma l’avvertimento è chiaro: l’attenzione sul caso non calerà.




