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Montecampione cambia proprietà: gli impianti slittano e l’hotel a 1200 guarda al 2027

Bruno Dattilo ha ceduto il 50% della Montecampione Srl, mentre il rinnovo degli impianti resta subordinato all’esame della Provincia.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Montecampione cambia proprietà: gli impianti slittano e l’hotel a 1200 guarda al 2027
Illustrazione a corredo: Montecampione cambia proprietà: gli impianti slittano e l’hotel a 1200 guarda al 2027

Il futuro di Montecampione passa da un nuovo assetto proprietario e da tempi più lunghi per il rilancio degli impianti. Le novità sono state illustrate sabato durante l’assemblea pubblica organizzata dal Consorzio dei residenti al cinema Alpiaz, alla presenza del presidente Paolo Birnbaum.

Un solo proprietario per gli alberghi

Bruno Dattilo ha ceduto il suo 50 per cento della Montecampione Srl all’ex socio. La società, proprietaria degli alberghi di quota 1200 e quota 1800, è quindi ora controllata interamente da un unico investitore.

A quota 1800 dovrebbe proseguire il progetto di riqualificazione già avviato. Per la struttura a quota 1200, invece, è in corso un confronto con operatori del settore: le ipotesi indicate sono la cessione dell’immobile oppure l’affidamento in gestione. L’obiettivo riferito dal Consorzio è arrivare alla riapertura nell’inverno 2027-28, ma non risultano ancora decisioni ufficiali.

Dattilo, in una lettera letta durante l’assemblea, ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi tre anni per valorizzare gli immobili e ha confermato di voler mantenere un legame personale con la località. Birnbaum ha definito il passaggio di proprietà un fatto da valutare senza considerarlo una notizia negativa.

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Impianti, il progetto resta in attesa

Sul fronte dello sci, il Consorzio ha ribadito che l’unico soggetto attuatore del Patto territoriale regionale è la Plan 1800 Srl, proprietaria dell’intero comprensorio e guidata da Devis Biena. Gli eventuali investimenti privati dovranno passare da questa società: non è prevista la cessione di singoli impianti né il frazionamento del comprensorio.

Il project financing, da 17 milioni di euro e destinato al rifacimento di tre impianti, è ancora al vaglio della Provincia di Brescia. Il progetto comprende anche la realizzazione di un bacino artificiale per l’innevamento programmato. Soltanto dopo il via libera l’Amministrazione comunale di Artogne potrà acquisire gli impianti, bandire la gara e avviare i lavori.

Per questo la riapertura di almeno una seggiovia già dal prossimo inverno appare difficile. La proposta di Carlo Gervasoni per un intervento immediato sulla seggiovia Corniolo è stata respinta dal Consorzio, che intende mantenere il progetto all’interno del percorso affidato alla Plan 1800.

La causa chiusa in Cassazione

Durante l’incontro è stata comunicata anche la conclusione definitiva della vicenda giudiziaria avviata nel 2013 da alcuni ex consorziati. La Cassazione ha archiviato il procedimento con cui veniva chiesto lo scioglimento del Consorzio dei residenti, chiudendo un contenzioso durato tredici anni.

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