Successo industrialeEconomia
Questa azienda bresciana fattura mezzo miliardo e nessuno ne parla
OMR Automotive svela numeri record: 529 milioni di fatturato e 58 milioni di ebitda

C’è un’azienda bresciana che, in sordina, sta dominando il settore della componentistica automotive con numeri che fanno invidia a molti colossi. Si chiama OMR Automotive, storica realtà fondata nel 1919 a Rezzato, e i suoi bilanci parlano chiaro: 529 milioni di euro di fatturato consolidato, 58 milioni di ebitda (il margine operativo lordo più alto della sua storia, pari all’11% dei ricavi) e 22 milioni di utili netti.
I numeri sono stati presentati a Brescia in occasione del primo bilancio di sostenibilità dell’azienda, guidata dalla famiglia Bonometti. Un traguardo che non riguarda solo i conti, ma anche l’impegno verso un futuro più green e innovativo. 15 sedi nel mondo, di cui 9 in Italia, 1.623 dipendenti diretti e oltre 4mila collaboratori sparsi tra Europa, Nord America, Asia e Africa: OMR è un gigante silenzioso della provincia bresciana.
Sostenibilità e innovazione
Il piano di sostenibilità del gruppo si articola su 5 direttrici strategiche: decarbonizzazione, economia circolare, salute e sicurezza delle persone, filiera responsabile e governance. Nel 2025, gli stabilimenti italiani hanno consumato 17.900 MWh di energia rinnovabile, di cui 2.270 MWh autoprodotti grazie a impianti fotovoltaici.
L’azienda non si ferma qui: continua a investire nello sviluppo di tecnologie basate sull’alluminio, un materiale che permette di alleggerire i componenti fino al 50% rispetto alle soluzioni tradizionali, riducendo consumi ed emissioni dei veicoli. Un passaggio chiave per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.
Un impegno verso il futuro
"La sostenibilità – ha spiegato il presidente Marco Bonometti – è una leva strategica per rafforzare la competitività, promuovere l’innovazione e costruire un sistema produttivo più efficiente e resiliente". Con questo bilancio, OMR ha scelto di misurare e condividere un percorso che coinvolge l’intera organizzazione e che guiderà le scelte industriali nei prossimi anni. Un impegno concreto, che si traduce anche in numeri: più del 94% dei dipendenti è assunto a tempo indeterminato, a testimonianza di una stabilità che fa la differenza.
Leggi anche

22 studi a 250 euro al mese per giovani creativi: l’opportunità che scade il 13 agosto

Sapete quanto costa il caldo alle imprese bresciane ogni anno?

Dal 1° settembre i mezzi pubblici costeranno di più: quanti soldi in più spenderete?


