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Area camper sul lagoFranciacorta e Sebino

50 piazzole a Pisogne: perché tutti parlano di questo progetto sul lago?

Tra turismo lento e proteste ambientaliste, l'area camper di Nistoi divide il paese

La Redazione

Illustrazione a corredo: 50 piazzole a Pisogne: perché tutti parlano di questo progetto sul lago?
Illustrazione a corredo: 50 piazzole a Pisogne: perché tutti parlano di questo progetto sul lago?

Pisogne si prepara a un cambiamento che sta facendo discutere tutta la comunità. In località Nistoi, a pochi passi dal lago e dal centro abitato, sorgerà presto una nuova area camper da 50 piazzole, finanziata con 350mila euro per il primo lotto di un progetto più ampio. Ma non tutti sono d’accordo: ambientalisti e cittadini hanno già alzato la voce contro quella che definiscono una «minaccia per un ecosistema fragile».

Il progetto: turismo lento e sostenibilità

L’area, grande circa 3mila metri quadrati, sarà realizzata dalla società Area camper Pisogne srl (partecipata da Alessandro Cancellerini, Roberta Bigoni e Sara Prischetti), che ne gestirà l’attività per 20 anni grazie a un accordo di project financing con il Comune. Il sindaco Federico Laini ha definito l’intervento un’opportunità per ampliare l’offerta turistica del paese, puntando su una soluzione a basso impatto paesaggistico e già sperimentata con successo in altre località vicine.

Il progetto, firmato dallo studio Monopoli di Pisogne in collaborazione con l’associazione Camperisti camuno-sebini, prevede:

  • Allacciamenti elettrici e idrici per ogni piazzola;
  • Servizi igienici e isola ecologica per lo scarico dei rifiuti;
  • Spazi picnic e aree dedicate agli animali;
  • Conservazione delle alberature esistenti e del canneto, con integrazione di specie autoctone per ridurre l’impatto visivo e acustico.

L’obiettivo dichiarato è quello di evitare cemento e asfalto, inserendo la struttura nel paesaggio senza stravolgerlo. Una scelta che, secondo l’amministrazione, dovrebbe garantire tranquillità sia ai turisti che ai residenti.

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La protesta: «Salviamo l’ultimo polmone verde»

Ma c’è chi non ci sta. Il circolo Legambiente Basso Sebino, sostenuto da un gruppo di cittadini, ha organizzato un flash mob lo scorso 22 luglio davanti all’ex prato scout di Nistoi, chiedendo di bloccare il progetto e destinare l’area a verde pubblico attrezzato. Le ragioni della protesta sono chiare:

  1. Rischio esondazione: la zona è soggetta a vincoli idrogeologici e paesaggistici ed è considerata potenzialmente allagabile per la vicinanza al fiume Oglio e al lago.
  2. Biodiversità a rischio: il sito ospita un canneto di particolare valore ecologico, habitat naturale per specie protette e aree di nidificazione che potrebbero essere compromesse.
  3. Consumo di suolo: l’area è rimasta intatta per decenni, utilizzata come campo scout e spazio per attività pubbliche. Gli ambientalisti accusano il progetto di trasformare permanentemente il territorio.
  4. Doppione inutile?: a poche centinaia di metri esiste già un campeggio con spazi per camper, rendendo superflua, secondo i manifestanti, una nuova struttura.

«Questo luogo è un patrimonio naturale che va preservato, non sacrificato per un progetto che rischia di danneggiare un ecosistema già fragile», hanno dichiarato i partecipanti al flash mob. Legambiente ha anche messo in dubbio la modalità di finanziamento: il project financing, pur legale, secondo l’associazione privilegerebbe gli interessi privati a scapito di quelli pubblici, con possibili rischi economici per il Comune.

Cosa succede ora?

Il progetto è già stato avviato, ma la mobilitazione non si ferma. I cittadini e Legambiente chiedono un ripensamento totale, proponendo di trasformare Nistoi in un parco pubblico con aree per lo sport e il tempo libero. Dall’altra parte, l’amministrazione comunale difende la scelta, sostenendo che l’area camper non comprometterà l’ambiente e porterà nuove opportunità economiche per il territorio.

Una cosa è certa: Pisogne è divisa. E mentre i lavori sono alle porte, la domanda resta una sola: è possibile conciliare turismo e tutela del territorio?

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