Salta al contenuto

Scontro giudiziarioEconomia

Rsa a Brescia nel caos: perché sempre più famiglie chiedono il rimborso delle rette

L’onda lunga delle sentenze contraddittorie su Alzheimer e pagamento delle rette divide gestori e familiari

La Redazione

Illustrazione a corredo: Rsa a Brescia nel caos: perché sempre più famiglie chiedono il rimborso delle rette
Illustrazione a corredo: Rsa a Brescia nel caos: perché sempre più famiglie chiedono il rimborso delle rette

In soli sei mesi, nel Bresciano, è raddoppiato il numero delle famiglie che hanno avviato cause giudiziarie per non pagare le rette delle Rsa o per ottenere rimborsi dopo il decesso di un parente affetto da Alzheimer o demenza. Una tendenza in forte crescita, alimentata da sentenze contraddittorie che hanno creato un clima di incertezza tra gestori e utenti.

La scintilla è scattata dopo alcuni pronunciamenti che hanno stabilito che, per i pazienti con Alzheimer o demenze a elevata integrazione sanitaria, le rette dovrebbero essere coperte dal Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, la Corte d’Appello di Brescia, con una sentenza del 1° luglio, ha rigettato una richiesta di rimborso agli eredi di una paziente, sostenendo che le prestazioni erogate dalla struttura erano di lungoassistenza sociosanitaria e non di natura puramente sanitaria, quindi soggette a compartecipazione.

I numeri: da una decina a oltre il doppio

A gennaio, nel Bresciano, si stimavano una decina di casi aperti. Oggi, la situazione è radicalmente cambiata. Giambattista Guerrini, geriatra della Fondazione Brescia Solidale e presidente dell’Unione provinciale istituti per anziani, conferma: «A gennaio non avevamo nessuna vertenza giudiziaria, oggi abbiamo tre richieste di rimborso, di cui due già arrivate all’udienza, e cinque o sei richieste di copia della cartella clinica».

Anche la Fondazione Casa di Dio, altro ente gestore cittadino, registra un’aumento: «Oggi ci sono tre vertenze aperte: due di eredi che hanno chiesto il rimborso e una ancora ricoverata che, però, sta pagando la retta», spiega Stefania Mosconi, presidente della Fondazione.

Pubblicità

Trafilix Industries - Acciai trafilati di precisione

Il rischio sistema

La situazione è critica su più fronti. Da un lato, le Rsa rischiano di non sostenere economicamente l’assistenza completa di questi pazienti, con il concreto pericolo di chiusure che metterebbero in ginocchio il sistema sociale bresciano. Dall’altro, le famiglie faticano sempre di più a sostenere costi che, in alcuni casi, superano i 3.000 euro mensili.

A peggiorare il quadro, c’è chi specula su questa incertezza, illudendo i familiari su possibilità di rimborso che, al momento, non hanno fondamento giuridico univoco. Uneba, associazione che tutela gli enti sociosanitari, ha accolto favorevolmente la sentenza della Corte d’Appello di Brescia, chiedendo però un intervento legislativo per evitare discriminazioni tra pazienti e garantire certezze sui pagamenti.

Guerrini sottolinea anche un’ulteriore ingiustizia: «C’è una questione di equità verso le persone affette da demenza che vivono a domicilio, che sono almeno il 90%. Inoltre, c’è il rischio che le Rsa, per autotutela, rifutino di accogliere pazienti con Alzheimer».

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA