Nuovo polo tecnologicoHinterland
Travagliato, il Data Center vale 11 milioni: ecco cosa cambia
Tra oneri urbanistici e monetizzazioni, l'infrastruttura digitale porta una pioggia di soldi nelle casse comunali, ma le preoccupazioni ambientali restano alte

È una miniera d’oro, o almeno così promettono i numeri. Il nuovo mega Data Center che sta per sorgere a Travagliato porta con sé un’offerta che difficilmente le casse comunali possono ignorare: oltre 11 milioni di euro. Tra oneri di urbanizzazione, monetizzazioni e compensazioni, l’impatto economico dell’infrastruttura digitale è stato quantificato con precisione, lasciando però in secondo piano — per ora — le pesanti questioni ambientali che continuano a dividere l’opinione pubblica.
Il conto torna, ma a che prezzo?
Nel dettaglio, l’operazione garantisce al Comune un gettito strutturale notevole. Gli oneri di urbanizzazione primaria ammontano a 4.873.187 euro, mentre quelli secondari raggiungono i 2.215.000 euro. A questi si aggiungono 1.329.051 euro per lo smaltimento dei rifiuti e 2.333.812 euro di monetizzazioni. Completa il quadro un’eventuale maggiorazione compensativa di 524.715 euro, dovuta all’intervento su suolo agricolo.
Tutto questo mentre il progetto subisce una prima, significativa revisione. Sebbene l’impianto fosse inizialmente concepito per una potenza di 300 Mw, il proponente East Gate di Brescia ha annunciato un ridimensionamento a 120 Megawatt. Nonostante il taglio, le dimensioni restano eccezionali per il territorio. Il 24 agosto la Provincia di Brescia ha convocato la Conferenza dei servizi necessaria per la connessione alla rete nazionale, un passaggio burocratico cruciale che dà continuità all’iter autorizzativo.
Dove e come: i dettagli del cantiere
L’area individuata per la costruzione si trova in via Averolda, al confine con il comune di Ospitaletto. La posizione non è casuale: a 500 metri dal raccordo con la A35 e a un solo chilometro dal casello di Travagliato sulla A4, il sito è inserito in una zona industriale già densamente sviluppata. Qui, su una superficie totale di intervento di circa 130mila mq, prenderà forma un capannone a due piani di 48mila mq, affiancato da una sottostazione elettrica di 2.500 mq.
La struttura non sarà solo un contenitore per server. Il progetto prevede edifici accessori come la stazione antincendio e la cabina Enel, oltre a ben 648 parcheggi riservati ad auto e Tir. Per garantire la continuità operativa 24 ore su 24, indispensabile per la natura stessa del business, saranno installati 60 generatori di emergenza.
I nodi ambientali irrisolti
Se i soldi contano, l’ambiente paga il conto. Le critiche si concentrano sull’abnorme utilizzo di acqua per le torri di raffreddamento, sul soffocante calore generato dai processori e sull’inquinamento acustico. La relazione tecnica commissionata a Te.A. Consulting dal progettista The Blossom Avenue Partners assicura che i limiti di inquinamento acustico siano rispettati sia di giorno che di notte, basandosi su rilievi fonometrici del novembre 2025.
Tuttavia, l’impatto visivo e la cementificazione di un’area verde restano punti dolenti. Il progetto include fasce-cuscinetto e un piano del verde per mitigare gli effetti sulla Rete ecologica regionale, ma le zone speciali di conservazione come l’altopiano di Cariadeghe (a 19 km) e le Torbiere del Sebino (a 11,5 km) restano sotto osservazione. La parola finale spetterà alle autorità chiamate a vagliare ogni singolo aspetto di un’opera che, tra ricchezza e inquinamento, sta riscrivendo il volto industriale della Bassa Bresciana.
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