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Travagliato sotto assedio: 300 cittadini contro il maxi data center da 300 MW

La minoranza deposita osservazioni alla Provincia chiedendo stop immediato: «Non siamo un territorio da sacrificare».

La Redazione

Illustrazione a corredo: Travagliato sotto assedio: 300 cittadini contro il maxi data center da 300 MW
Illustrazione a corredo: Travagliato sotto assedio: 300 cittadini contro il maxi data center da 300 MW

È stata una serata di tensione estrema quella vissuta martedì a Travagliato. Dentro e fuori dal Municipio, la cittadinanza ha alzato le barricate contro un progetto destinato a cambiare radicalmente il volto della zona nord del paese. Oltre 300 persone hanno presidiato l’area esterna del Comune, mentre la sala consiliare era gremita fino all’inverosimile. Tre le interruzioni tecniche che hanno bloccato i lavori dell’assemblea, simbolo di un malcontento ormai esploso.

Al centro della polemica c’è il maxi data center promosso dalla società Terna Energia. Si tratta di una struttura colossale: 50mila metri quadrati di consumo di suolo e un fabbisogno energetico stimato in 300 Megawatt. Per dare un’idea delle dimensioni, è l’equivalente istantaneo del consumo di circa 300mila abitazioni. Un "mega-bunker" dedicato al cloud computing e all’Intelligenza Artificiale, che potrebbe fruttare alle casse comunali 12 milioni di euro, ma che solleva interrogativi enormi sui costi ambientali.

Cosa si nasconde dietro i numeri? Le incognite sono molte. Non è ancora chiaro chi saranno gli utilizzatori finali dell’infrastruttura, né quanta acqua sarà necessaria per i sistemi di raffreddamento, o quanto calore verrà disperso nell’ambiente. Alberto Trainini, capogruppo dell’opposizione "Travagliato Bene Comune", ha portato alla luce dati allarmanti citando uno studio recente di Cambridge: «L’impatto potrebbe riscaldare il suolo di 2 gradi nel raggio di 10 chilometri».

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La minoranza accusa la maggioranza di aver nascosto il progetto alla cittadinanza, definendolo "fuori scala". Il sindaco Renato Pasinetti ha tentato di raffreddare gli animi, precisando che l’iter è ancora in fase preliminare e mancano gli elementi per una valutazione complessiva. Ma la comunità non intende aspettare.

La battaglia si sposta ora in Provincia. Il gruppo di opposizione ha depositato formali osservazioni in vista della Conferenza dei servizi convocata per il 24 agosto, dove si deciderà la connessione alla rete nazionale. Le richieste sono perentorie: sospensione immediata del procedimento fino alla conclusione di una completa Valutazione di impatto ambientale (Via). Servono chiarezza su viabilità, emissioni acustiche, microclima e garanzie finanziarie.

«Travagliato non è un territorio da sacrificare», tuona Trainini. Il principio è chiaro: le grandi trasformazioni non possono essere calate dall’alto come semplici pratiche amministrative. I residenti chiedono di essere ascoltati prima che sia troppo tardi, temendo che il loro paese diventi il luogo dove concentrare gli impatti di un’opera mastodontica senza avere le giuste tutele. Il prossimo appuntamento è cruciale per il futuro dell’area Averolda.

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