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Biglietti dei treni in rincaro da settembre: il 4% che nessuno si aspettava e il motivo che fa discutere
Europa Verde accusa: i rincari coprono i costi del progetto idrogeno sulla Brescia-Iseo-Edolo, che costa il doppio del previsto

Dal 1° settembre i biglietti dei treni lombardi subiranno un nuovo rincaro del 4%, che si somma a un aumento analogo di due anni fa: in totale, l'8% in due anni. A scatenare la polemica è Europa Verde, che indica nel progetto dei treni a idrogeno sulla Brescia-Iseo-Edolo una delle cause nascoste dietro l'aumento.
Per Dario Balotta, responsabile mobilità del movimento ambientalista, «le vere ragioni di questi aumenti vanno ricercate nella cronica inefficienza della gestione di Trenord: manutenzione dei treni, disorganizzazione dei turni del personale di bordo e livelli di puntualità ancora pessimi». A tutto questo si aggiunge, secondo Balotta, «l'enorme incremento dei costi di esercizio previsto per il progetto dei treni a idrogeno sulla Brescia-Iseo-Edolo».
I numeri dell'idrogeno: da 17,5 a 40,5 milioni
Il costo annuo di esercizio della linea del Sebino e della Valle Camonica passerebbe infatti da 17,5 milioni di euro a 40,5 milioni, con un balzo di circa 23 milioni che si tenterà di recuperare, almeno in parte, attraverso il rincaro dei biglietti. Non solo: l'idrogeno impiegato non sarebbe nemmeno "pulito", bensì "grigio", prodotto da metano o biogas, con bassa efficienza energetica e costi elevati sia di investimento sia di gestione, su una tratta che secondo Europa Verde avrebbe potuto essere facilmente elettrificata.
«Saranno dunque i pendolari lombardi a pagare il conto di un progetto faraonico e costosissimo, senza alcuna garanzia di un miglioramento della puntualità dei convogli, nonostante il progressivo rinnovo della flotta ferroviaria degli ultimi anni», prosegue Balotta.
Il rischio per le altre 21 linee
L'investimento sull'idrogeno, secondo il responsabile mobilità di Europa Verde, finirà per sottrarre risorse al resto della rete regionale. «Questa enorme spesa impedirà di incrementare i servizi e le corse sulle altre 21 linee ferroviarie regionali. Il progetto dell'idrogeno rischia così di far deragliare l'equilibrio economico-finanziario di Trenord, per la tratta con il minor numero di passeggeri dell'intera rete ferroviaria lombarda», conclude Balotta.
I pendolari, intanto, continuano a fare i conti con anni di tagli alle corse, ritardi e disagi continui — e da settembre con un biglietto più caro.
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