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Cronaca di frontieraValli

Cosa stava andando a fare in Val di Susa? Bresciano bloccato con l'esplosivo prima della grande marcia No Tav

Controlli a tappeto della polizia in vista del Festival "Alta Felicità": un uomo di Brescia fermato a Torino, espulsi tre francesi con un'auto piena di attrezzi e fumogeni.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Cosa stava andando a fare in Val di Susa? Bresciano bloccato con l'esplosivo prima della grande marcia No Tav
Illustrazione a corredo: Cosa stava andando a fare in Val di Susa? Bresciano bloccato con l'esplosivo prima della grande marcia No Tav

L'aria è già tesissima in Val di Susa, e il fine settimana di mobilitazione del movimento No Tav non è ancora ufficialmente iniziato. Tra le persone intercettate in queste ore durante i massicci controlli preventivi disposti dalla Questura di Torino, c'è anche un cittadino bresciano. L'uomo è stato fermato alla stazione di Porta Nuova e, secondo quanto riferito dalle autorità, trovato in possesso di "materiale esplodente e di oggetti idonei al travisamento". Per lui è scattato immediatamente un foglio di via con divieto di ritorno nel capoluogo piemontese per un anno.

Un arsenale in auto

Il caso del bresciano non è isolato. L'attenzione delle forze dell'ordine è massima in vista della decima edizione del Festival "Alta Felicità" di Venaus, l'evento estivo di punta della lotta contro l'alta velocità, che culminerà sabato 25 luglio con una grande marcia verso i cantieri. Nel mirino dei controlli sono finiti anche tre cittadini francesi, fermati in auto la sera del 23 luglio lungo la strada statale 24.

La lista del materiale rinvenuto nel portabagagli del loro veicolo è lunga e preoccupante: artifici pirotecnici, fumogeni, petardi, tronchesi, un flessibile a batteria, cesoie, indumenti per il travisamento (caschi, maschere, occhiali), bombolette spray, benzina, liquidi infiammabili e numerose SIM card separate dai cellulari. Il prefetto di Torino ha disposto per loro l'allontanamento immediato dal territorio nazionale, provvedimento convalidato dal tribunale. A questo si aggiungono fogli di via con divieto di ritorno per uno e due anni.

La mobilitazione No Tav

Dal canto loro, gli attivisti denunciano un clima di intimidazione. Già nei giorni scorsi, fonti del movimento avevano segnalato l'istituzione di posti di blocco ai caselli autostradali di Sant'Ambrogio e agli ingressi di Susa, con perquisizioni di veicoli e zaini di chi si dirigeva verso il campeggio del festival. Una prassi che, secondo i No Tav, mira a limitare la libertà di circolazione e a "instillare un clima di terrore attorno a qualsiasi forma di dissenso".

La marcia di sabato si preannuncia come un momento chiave dell'estate di lotta in valle. L'appuntamento, che celebra anche i 15 anni dalla "Libera Repubblica della Maddalena", prevede un doppio corteo con partenze da Susa e Venaus per "raggiungere i cantieri della devastazione", come scrivono gli organizzatori. Una giornata che si prefigura ad altissima tensione, con un imponente dispiegamento di forze dell'ordine a presidiare il territorio e a prevenire ulteriori tensioni.

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