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Variante di Tirano, dopo decenni si apre il tracciato da 6,6 chilometri
La nuova strada bypassa il centro abitato e collega Villa di Tirano, Bianzone e Tirano sulla statale 38.

Dopo un’attesa durata decenni, la Variante di Tirano è stata inaugurata il 4 agosto con l’apertura completa al traffico. L’opera si sviluppa per circa 6,6 chilometri lungo la strada statale 38 dello Stelvio, dall’intersezione con la statale a Villa di Tirano fino alla rotatoria in località Campone, attraversando i territori di Bianzone, Villa di Tirano e Tirano.
Il nuovo tracciato consente di evitare il centro abitato di Tirano, separando il traffico di attraversamento da quello urbano. L’obiettivo è rendere più fluida la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e aumentare la sicurezza, alleggerendo una delle principali criticità della viabilità della provincia di Sondrio.
Gallerie e ponti sull’Adda
La variante comprende due gallerie, due ponti sul fiume Adda, quattro sottopassi, tre sottovia e quattro rotatorie. Tra le opere principali c’è la galleria “Il Dosso”, lunga complessivamente 1.745 metri: 1.100 metri sono stati realizzati in scavo e 645 come galleria artificiale. Un ponte sull’Adda è lungo 180 metri e presenta tre campate; il secondo, sull’asse secondario, misura 112 metri ed è composto da due campate.
Il primo lotto funzionale, lungo 3,3 chilometri, era stato aperto al traffico nel gennaio scorso. L’entrata in esercizio dell’intero tracciato è stata collegata all’accelerazione impressa dai lavori in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Le opere complementari, secondo quanto riferito, saranno completate entro novembre.
All’inaugurazione hanno partecipato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi, gli assessori regionali Claudia Maria Terzi e Massimo Sertori, il commissario straordinario e amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme e la sindaca di Tirano Stefania Mariagrazia Stoppani.
La Regione ha ricondotto l’intervento a un percorso avviato nel 2004, inserito nel Piano di Ricostruzione e Sviluppo della Valtellina dopo l’alluvione del 1987. Per Sertori, la prossima sfida sarà prolungare la tangenziale di Morbegno fino a Sondrio.




