Dubbi sul progettoFranciacorta e Sebino
Waterfront Costa Volpino-Lovere: perché un ricorso rischia di bloccare tutto?
Un tecnico ha presentato un ricorso al Tar sull’incarico per la riqualificazione del lungolago. E ora?

C’è un ostacolo inatteso sulla strada del Waterfront, il progetto tanto atteso che dovrebbe unire Costa Volpino e Lovere con un nuovo lungolago pedonale. Un ricorso presentato al Tar della Lombardia rischia di mandare in tilt i piani delle amministrazioni, che contavano di avviare i lavori entro la fine del 2026 e concluderli nel 2027. Ma chi ha sollevato la questione? E perché?
Il ricorso, come confermato dal sindaco di Costa Volpino Federico Baiguini, è stato presentato da un tecnico che contesta l’assegnazione dell’incarico per le prestazioni tecniche legate alla riqualificazione dell’area spondale. Un intoppo che, almeno sulla carta, non mette in discussione l’utilità pubblica dell’intervento – come sottolineato dallo stesso primo cittadino – ma che potrebbe comunque allungare i tempi di un progetto già in cantiere da anni.
Un progetto da 1,1 milioni di euro
Il Waterfront è finanziato con 1.114.000 euro stanziati dalla Regione Lombardia, una cifra che dovrebbe trasformare una delle zone più suggestive del Sebino in un percorso pedonale sicuro e attrattivo, capace di valorizzare il turismo e la mobilità dolce tra i due comuni. Un intervento considerato strategico dalle amministrazioni, che puntano a migliorare la connessione tra le due sponde del lago e a rendere l’area più fruibile per residenti e visitatori.
Cosa rischia davvero il Waterfront?
Secondo Baiguini, il ricorso non riguarda la validità dell’opera in sé, ma solo le modalità di assegnazione dell’incarico tecnico. «Il ricorso avrà il suo svolgimento – ha dichiarato il sindaco – ma nel frattempo l’iter autorizzativo procederà». Una rassicurazione che, però, non elimina del tutto l’incognita: se il Tar dovesse accogliere il ricorso, i tempi potrebbero slittare, con il rischio di ritardi nei lavori o, nel peggiore dei casi, una revisione dell’intero progetto.
Perché questo ricorso è un problema?
Non è solo una questione burocratica. Il Waterfront è un tassello fondamentale per lo sviluppo turistico della zona, un’opera che potrebbe cambiare il volto del lungolago e attrarre nuovi visitatori. Ogni giorno di ritardo significa opportunità perse per commercianti, albergatori e operatori locali, che da anni aspettano un segnale concreto di rilancio.
Ora la palla passa al Tar. Nel frattempo, le amministrazioni di Costa Volpino e Lovere dovranno giocare d’anticipo per evitare che un cavillo tecnico mandi in fumo anni di attesa. Una cosa è certa: se il ricorso dovesse avere successo, le conseguenze si faranno sentire ben oltre i confini dei due comuni.





