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Il blitz internazionaleCronaca

Due latitanti arrestati in Romania: l’inchiesta sull’Alto Garda valeva 300mila euro al mese

I due stranieri sono stati estradati in Italia e si trovano nel carcere romano di Rebibbia.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Due latitanti arrestati in Romania: l’inchiesta sull’Alto Garda valeva 300mila euro al mese
Illustrazione a corredo: Due latitanti arrestati in Romania: l’inchiesta sull’Alto Garda valeva 300mila euro al mese

Dopo oltre un anno di ricerche, sono stati arrestati in Romania gli ultimi due indagati dell’inchiesta dei carabinieri della Stazione di Arco su un presunto giro di sfruttamento della prostituzione attivo nell’Alto Garda e in diverse province del Nord Italia. I due cittadini stranieri si erano sottratti alle misure cautelari emesse nel febbraio 2025 dal Gip del Tribunale di Rovereto.

La loro cattura è avvenuta in Romania nell’ambito di un Mandato di arresto europeo, con la collaborazione dell’Interpol di Roma, dell’ufficio Interpol di Bucarest e della polizia romena. Dopo l’estradizione in Italia, sono stati condotti nel carcere romano di Rebibbia, dove restano a disposizione dell’autorità giudiziaria roveretana.

L’organizzazione e le ragazze reclutate

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovereto guidata da Orietta Canova, ha individuato un gruppo composto da nove cittadini stranieri. Secondo l’ipotesi accusatoria, tra febbraio 2024 e gennaio 2025 gli appartenenti al sodalizio avrebbero reclutato all’estero una quindicina di donne, di età compresa tra i 22 e i 31 anni, trasferendole in Italia.

Le ragazze sarebbero state avviate alla prostituzione in dieci strutture ricettive delle province di Trento, Bergamo, Brescia, Verona, Mantova e Padova. Gli appuntamenti venivano pubblicizzati attraverso annunci online pubblicati quotidianamente. Il gruppo avrebbe inoltre curato la logistica e gli spostamenti, accompagnando le donne nelle strutture del Nord Italia o, su richiesta dei clienti e dietro pagamento di un supplemento, nelle abitazioni private.

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Gli investigatori hanno stimato un possibile giro d’affari fino a 300mila euro al mese. Il denaro, secondo la ricostruzione, sarebbe stato ripartito tra gli appartenenti al gruppo e reinvestito nei Paesi d’origine in immobili di pregio, automobili di grossa cilindrata e gioielli. Alle donne sarebbero stati invece forniti abiti e accessori griffati, gioielli, cene in ristoranti di lusso e trattamenti nei centri estetici.

Gli arresti e le denunce

Il primo intervento era scattato l’8 febbraio 2025, con oltre 25 carabinieri della Compagnia di Riva del Garda. In quell’occasione erano stati arrestati due presunti componenti dell’organizzazione, mentre altri due erano riusciti a fuggire all’estero.

Nell’ambito dell’inchiesta, il gestore di un residence è stato denunciato per favoreggiamento della prostituzione. Altri nove titolari sono stati deferiti per non aver comunicato alle autorità di pubblica sicurezza la presenza degli ospiti utilizzatori delle camere.

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