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Artogne a un passo dal baratro: giovedì il Consiglio che può commissariare tutto

Giovedì la seduta-chiave: i consiglieri dissidenti smentiscono l'intesa e attaccano sul metodo. Intanto infuria la polemica social sugli incarichi Rup della sindaca

La Redazione

Illustrazione a corredo: Artogne a un passo dal baratro: giovedì il Consiglio che può commissariare tutto
Illustrazione a corredo: Artogne a un passo dal baratro: giovedì il Consiglio che può commissariare tutto

Giovedì il verdetto. Dentro o fuori. Per Artogne si avvicina l'ora della verità, e stavolta non ci sono margini per rinviare: il Consiglio comunale convocato per questa settimana dovrà dire se la crisi politica che divora la maggioranza da inizio giugno può ancora ricomporsi, oppure se il paese finirà dritto sotto la scure del commissariamento prefettizio.

Lo strappo di giugno

Tutto esplode nelle prime settimane dell'estate, quando il vicesindaco Fabio Cantoni e i consiglieri Roberto Arrigoni e Mario Peluchetti abbandonano la maggioranza della sindaca Barbara Bonicelli. I tre danno vita al gruppo autonomo «Responsabilità e trasparenza», motivando l'addio con divergenze e incomprensioni insanabili con il primo cittadino.

La crepa si trasforma in voragine il 2 luglio: la seduta per approvare alcune variazioni al bilancio viene sospesa per mancanza del numero legale, dopo l'uscita dall'aula proprio dei tre dissidenti e delle opposizioni.

Trattative o muro contro muro?

Negli ultimi giorni in paese è rimbalzata l'indiscrezione di una possibile ricucitura, sufficiente almeno a traghettare l'amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato, fissata nella primavera 2027. La sindaca ha incontrato i capigruppo in vista della convocazione.

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Peccato che i diretti interessati gelino ogni ottimismo. «Non esiste alcun accordo», tagliano corto da Responsabilità e trasparenza, contestando la scelta di portare in aula nella stessa seduta sia l'assestamento che le variazioni di bilancio. «Non avalliamo assolutamente questo metodo e decideremo come votare nel merito di ogni punto». Tradotto: senza un'intesa dell'ultima ora, si va verso un altro nulla di fatto.

La polemica sugli incarichi Rup

A rendere il clima ancora più incandescente è lo scontro sulla questione degli incarichi di Rup – responsabile unico del procedimento – assunti dalla sindaca Bonicelli in alcuni procedimenti. La polemica è esplosa sui social, dove il confronto si è fatto rovente.

La replica della prima cittadina è arrivata a muso duro: «Si tenta solo di alimentare polemiche con ricostruzioni che non raccontano la verità. Non ho mai percepito compensi come Rup: gli incentivi sono stati destinati ai dipendenti comunali coinvolti nelle attività tecniche e amministrative. Io mi sono assunto le responsabilità, ma non ho tratto alcun beneficio economico».

Giovedì il Consiglio dirà se la ferita è ancora suturabile. O se per Artogne si spalanca la porta del commissariamento.

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