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Artogne, la crisi è finita? Accordo a un passo dal baratro, ecco cosa succede il 30 luglio
Dopo l'abbandono dell'aula e lo stop al Consiglio, la sindaca Barbara Bonicelli trova l'intesa con le opposizioni per portare a termine il mandato.

Un'amministrazione appesa a un filo, un Consiglio comunale sospeso per mancanza di numero legale e un paese, Artogne, con il fiato sospeso. Sembrava la cronaca di una crisi irreversibile, destinata a paralizzare l'attività del Comune fino a fine mandato. E invece, nelle ultime ore, è arrivata la svolta che potrebbe cambiare tutto.
La sindaca Barbara Bonicelli, dopo giorni di febbrili trattative, pare sia riuscita a ricucire uno strappo che sembrava profondo e insanabile. L'accordo, raggiunto in extremis, coinvolgerebbe non solo il nuovo gruppo autonomo nato da una costola della maggioranza, ma anche le due minoranze consiliari, pronte a garantire la prosecuzione della legislatura fino alla sua scadenza naturale, nella primavera del 2027.
La crisi di giugno
Cosa era successo? La crisi politica era esplosa a inizio giugno, quando il vicesindaco Fabio Cantoni, insieme ai consiglieri Roberto Arrigoni e Mario Peluchetti, aveva annunciato la creazione del gruppo "Responsabilità e trasparenza". Una decisione maturata, secondo i protagonisti, a causa di "incomprensioni e divergenze" con la prima cittadina. Un colpo durissimo per la maggioranza, che ha visto i suoi numeri vacillare pericolosamente.
L'aula vuota
Il punto di rottura più evidente si è raggiunto durante l'ultimo Consiglio comunale. Al momento di votare un'importante variazione di bilancio, l'aula si è svuotata. Il nuovo gruppo autonomo e le minoranze di "Cambiamo Artogne" e "Futuro per Artogne" hanno abbandonato la seduta, facendo mancare il numero legale e costringendo alla sospensione dei lavori. Un atto che ha di fatto bloccato l'amministrazione, aprendo scenari imprevedibili.
L'accordo per il "bene del paese"
Di fronte al rischio del pantano, la sindaca Bonicelli ha avviato una serie di incontri con tutti i capigruppo. Un dialogo serrato che avrebbe portato all'intesa. L'obiettivo comune, ribadito dalla stessa prima cittadina, è quello di proseguire il mandato "per il bene della nostra comunità".
L'accordo sarà messo alla prova dei fatti giovedì 30 luglio, data per cui è stato convocato il nuovo Consiglio comunale. Sarà quello il momento della verità, per capire se la crisi politica di Artogne sia stata davvero superata o se si sia trattato solo di una tregua armata.





