Cronaca da Bagnolo MellaPolitica
Lettera a Meloni, maxi-risarcimento e accuse incrociate: cosa sta succedendo a Bagnolo Mella
Godizzi denuncia alla premier il «clima avvelenato» in paese e punta il dito contro la deputata di Fratelli d'Italia. Lei replica: «Attacco alle spalle»

C'è un sindaco che ha deciso di scavalcare prefetti, questori e segretari di partito per bussare direttamente alla porta di Palazzo Chigi. Destinataria: Giorgia Meloni. Mittente: Stefano Godizzi, primo cittadino di Bagnolo Mella dal giugno 2024. Oggetto del contendere: un clima politico che lo stesso sindaco definisce «turbolento e avvelenato», e che attribuisce senza mezzi termini alla sua principale avversaria, l'onorevole Cristina Almici.
La lettera che ha fatto rumore
Godizzi, eletto a capo di una coalizione di centrosinistra, ha impugnato carta e penna per denunciare alla presidente del Consiglio quella che descrive come una «guerriglia politica» condotta dalla deputata di Fratelli d'Italia, ex sindaca di Bagnolo Mella per due mandati e oggi capogruppo dell'opposizione in Consiglio comunale.
Nella lunga missiva, il sindaco snocciola un catalogo di episodi: associazioni di volontariato accusate ingiustamente di danneggiare beni comunali o di evadere le imposte; volontari del verde pubblico additati come un pericolo per l'incolumità pubblica; un bando della casa di riposo per la vendita di una cascina che, secondo la Almici, avrebbe già avuto un acquirente occulto – accusa rivelatasi infondata quando il bando andò deserto.
E poi il dato che più colpisce: Godizzi dichiara di essere stato destinatario di una richiesta di risarcimento da 116.905,01 euro, con l'accusa di aver danneggiato l'attività di commercialista della parlamentare provocando un presunto esodo di clienti dal suo studio. «Credo di essere l'unico sindaco d'Italia ad aver ricevuto una richiesta del genere», scrive.
La replica della Almici
La risposta dell'onorevole non si è fatta attendere, ed è stata tanto dura quanto immediata. «Si è toccato il fondo», ha dichiarato, parlando di un «ennesimo attacco a livello personale» mascherato da appello alla pacificazione. «Chi attacca alle spalle indossando falsamente l'abito della vittima»: così la deputata ha bollato l'iniziativa di Godizzi, rivendicando il proprio diritto a segnalare «disservizi e ritardi della Giunta».
Lo scontro sui numeri
Un passaggio chiave della lettera riguarda i numeri elettorali. Godizzi sottolinea come la lista della Almici si sia fermata al 46% dei voti, «pur potendo contare sul sostegno dei partiti della coalizione di Governo che, alle contestuali elezioni europee, a Bagnolo Mella hanno sfiorato il 60%». Una puntura politica che la dice lunga sulle reali intenzioni della lettera.
Il sindaco si appella alla citazione di Paolo VI – «la politica come forma più alta di carità» – per chiedere a Meloni di intervenire e «restaurare un confronto più sereno». Ma la Almici non arretra di un millimetro: «Continuerò a dedicare tutta l'attenzione che merita la comunità di Bagnolo Mella». La partita, insomma, è tutt'altro che chiusa.





