Economia criminaleCronaca
Chi è il "banchiere" occulto dei narcos legato alla 'ndrangheta? A Brescia confiscati 1,5 milioni
Un 43enne italiano di origine cinese, già condannato per estorsione, gestiva un sistema di riciclaggio da 375 milioni per il narcotraffico

Chiamato dagli investigatori il "banchiere occulto" dei narcotrafficanti: un ruolo che gli è costato una confisca da circa un milione e mezzo di euro. Il provvedimento è stato eseguito venerdì 17 luglio dalla Squadra Mobile e dalla Divisione Anticrimine della Questura di Brescia, insieme ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, nei confronti di un cittadino italiano di 43 anni, originario della Cina.
Due inchieste, un solo nome
Il nome dell'uomo era già emerso nel 2021 nell'operazione "Atto Finale", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia, che aveva portato all'arresto di 14 persone considerate vicine ad ambienti 'ndranghetisti. Secondo gli investigatori, il sodalizio aveva costruito un sistema fraudolento attraverso società cartiere - venti in Italia e tre in Polonia - attive nei settori dei metalli, della plastica e del legno, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti per oltre 55 milioni di euro. In quel contesto il 43enne era stato accusato di estorsione in concorso con soggetti legati alla criminalità organizzata: condanna definitiva nel 2024, a cinque anni di reclusione.
Il suo nome è tornato poi nell'inchiesta "Tornado", condotta dalla Guardia di Finanza bresciana. Qui l'uomo viene indicato come membro di un'organizzazione italo-cinese che avrebbe offerto un vero e proprio servizio di "banca occulta" ai trafficanti di droga, permettendo il trasferimento di enormi capitali illeciti attraverso un complesso sistema di riciclaggio. Il denaro sarebbe poi servito a "monetizzare" fatture false emesse da imprenditori compiacenti, per un giro d'affari stimato in circa 375 milioni di euro.
La confisca
Alla luce di questo profilo, la Dda aveva incaricato Polizia di Stato e Guardia di Finanza di nuovi accertamenti patrimoniali, che hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio nella disponibilità del 43enne. Il Tribunale di Brescia, accogliendo la proposta della Procura e del Questore, ha disposto la confisca di 950.447 euro - già sequestrati durante l'operazione "Tornado" - di ulteriori beni per 465.558 euro e di due automobili, per un totale che sfiora 1,5 milioni di euro.
A questo si aggiunge la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per cinque anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.





