La morte di un fermatoCronaca
Ammanettato e a terra durante un controllo: perché Fakir non si è più rialzato?
Il video del fermo al Pilastro di Bologna, le urla "aiuto, basta" e le sei persone ora indagate per la morte del 43enne marocchino

Un controllo di polizia finito in tragedia. È quanto accaduto domenica 19 luglio al Pilastro, quartiere popolare di Bologna, dove Abderrahim Fakir, 43 anni, cittadino marocchino titolare di una ditta di facchinaggio, è morto poco dopo essere stato immobilizzato dagli agenti in via Svevo.
Cosa è successo
Tutto inizia con una segnalazione: alcuni residenti chiamano il 113 dopo aver sentito urla provenire dai garage del condominio. Fakir, secondo le prime ricostruzioni, si trovava in stato di forte agitazione e avrebbe colpito la vettura della polizia intervenuta sul posto, insieme al 118.
Per bloccarlo, gli agenti hanno usato spray al peperoncino e fascette ai polsi. Un video, girato da un residente e diventato virale nel quartiere, mostra due poliziotti che tengono l'uomo a terra a faccia in giù, mentre un terzo soggetto - probabilmente un condomino - gli blocca le caviglie. Sullo sfondo, due soccorritori osservano senza intervenire. Nel filmato si sentono le urla di Fakir: «Aiuto, basta, basta». Dopo alcuni minuti l'uomo smette di muoversi e perde conoscenza. Poco dopo muore.
Chi era Fakir
Residente da anni a Borgonuovo di Sasso Marconi, sposato, Fakir si trovava in via Svevo per visitare dei familiari. Aveva alcuni precedenti di polizia e, secondo i fratelli, soffriva di problemi di salute. Radio Onda d'Urto riferisce inoltre, tramite l'avvocata che lo seguiva per le pratiche di soggiorno, di un forte disagio legato al timore di essere espulso dopo 35 anni in Italia.
Le indagini
La Procura di Bologna, guidata dal procuratore Paolo Guido con il pm Domenico Ambrosino, ha iscritto sei persone nel registro delle annotazioni: i due poliziotti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e quattro operatori del 118, per omicidio colposo. Non risultano indagati gli altri cittadini visibili nel video. Gli accertamenti, spiega la Procura, terranno conto "dell'intero sviluppo dei fatti", più ampio del filmato circolato online, oltre alle bodycam consegnate dalla Questura. Decisiva sarà l'autopsia sulle cause del decesso.
Le reazioni
La sorella di Fakir, tra le lacrime, ha accusato duramente le forze dell'ordine: «Lo hanno aggredito, picchiato e ucciso, ci sono dei testimoni». Un residente ha confermato che l'uomo "non stava facendo nulla di male" ma era solo agitato.
La vicenda ha acceso anche lo scontro politico: la premier Giorgia Meloni ha chiesto di accertare le responsabilità "con il massimo rigore", ma ha condannato la violenza contro le forze dell'ordine nelle manifestazioni seguite ai fatti. A Milano centinaia di persone hanno manifestato chiedendo "verità e giustizia", mentre il Si Cobas ha proclamato uno sciopero all'Interporto di Bologna in memoria di Fakir.
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