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Bonaccini a Botticino svela le 4 mosse per vincere: una parola fa tremare il PD

Il presidente dem detta la ricetta anti-Meloni dal palco della Festa della Valverde

La Redazione

Illustrazione a corredo: Bonaccini a Botticino svela le 4 mosse per vincere: una parola fa tremare il PD
Illustrazione a corredo: Bonaccini a Botticino svela le 4 mosse per vincere: una parola fa tremare il PD

Non era una semplice tappa di partito. Venerdì 24 luglio, sul palco della Festa dell'Unità e della Valverde a Botticino, Stefano Bonaccini ha scelto la via diretta: niente giri di valzer, solo la ricetta nuda per riportare il centrosinistra a Palazzo Chigi.

Davanti a uno spazio di via del Marmo gremito, il presidente del Partito Democratico ed europarlamentare — affiancato dal segretario provinciale Michele Zanardi e da Elena Ringhini della segreteria provinciale — ha snocciolato i «tre quattro punti» su cui, a suo dire, si decide la prossima partita elettorale.

Le quattro leve per vincere

Bonaccini è stato chirurgico: lavoro e redditi, perché «i redditi oggi sono il problema più drammatico che abbiamo»; difesa e rilancio di scuola e sanità pubblica; ambiente; e, quarto punto, sicurezza.

Ed è qui che la platea ha smesso di respirare.

«Noi colpevolmente abbiamo lasciato il tema della sicurezza in mano alla destra in tutti questi anni», ha tuonato Bonaccini. Poi l'affondo che ha spaccato il silenzio: «Io dico al mio partito di non aver paura della parola repressione».

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Il presidente dem ha chiamato in causa Franco Gabrielli, ex capo della polizia: «Un sistema democratico deve avere una parte anche repressiva — chi sbaglia deve pagare, punto. Così viene a cadere il colore della pelle, la lingua che parla».

Non solo. Ha citato Walter Veltroni: «Se una comunità non è sicura non è libera. Se una ragazza non può girare nel parco di Botticino perché ha paura di essere aggredita, non è una comunità libera».

La stoccata al centrodestra

Bonaccini non ha risparmiato la maggioranza: «Fanno ogni tre mesi decreti sicurezza — già farne uno ogni tre mesi vuol dire che non c'è sicurezza». E su immigrazione e Piano Mattei: «Non doveva partire più nessuno, gli sbarchi periodo su periodo sono uguali. Loro anche su questo hanno fallito».

La conclusione è stata un appello all'onestà: «Non siamo perfetti, qualche errore lo faremo. Ma possiamo garantire un paese un po' più giusto di questo, dove i ricchi sono sempre meno e sempre più ricchi, e i poveri sono sempre di più ogni giorno».

L'intervento integrale è disponibile sul canale YouTube del PD Brescia.

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