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Tra lavoro e demografiaAttualità

A Brescia i giovani aumentano, nel resto d'Italia crollano: ecco perché

L'analisi della Cgia di Mestre svela il dato che nessuno si aspettava

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: A Brescia i giovani aumentano, nel resto d'Italia crollano: ecco perché
Illustrazione a corredo: A Brescia i giovani aumentano, nel resto d'Italia crollano: ecco perché

Cosa hanno in comune Bologna, Milano e Brescia? Un dato demografico che sfida il declino italiano. Mentre il Paese invecchia a ritmo allarmante, la provincia bresciana ha fatto registrare un'inversione di tendenza che poeri si aspettavano: +2,5% di giovani in dieci anni, con oltre 6.400 ragazzi in più.

L'analisi è dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha esaminato l'evoluzione della popolazione under 35 in tutte le province italiane tra il 2015 e il 2025.

Il risultato? Solo 41 province su 107 sono riuscite a chiudere il decennio con un saldo positivo. E Brescia è tra queste, al 25° posto della classifica nazionale.

Un'isola che cresce in un mare che si ritira

I numeri parlano chiaro: i giovani bresciani tra i 15 e i 34 anni sono passati da 262.542 a 268.999 unità. Un incremento di 6.457 persone che vale il +2,5%.

Ma è nel confronto con il resto d'Italia che il dato diventa davvero sorprendente. A livello nazionale, nella stessa fascia d'età il calo è stato di 546.786 unità, pari al -4,3%. Il Centro perde il 3,1%, il Mezzogiorno precipita al -14,1%.

Solo il Nord-Ovest e il Nord-Est tengono, trainati da grandi aree metropolitane come Bologna (+14%), Gorizia (+11%), Trieste (+10,7%) e Milano (+10,3%).

Bergamo, Torino e il confronto con i giganti

Tra le grandi province, Brescia regge il confronto anche con realtà più blasonate. Bergamo si ferma al +3%, Torino al +2,7% — appena sopra il dato bresciano. Milano resta la regina indiscussa con oltre 65mila giovani in più.

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La Sentinella Bresciana

Il rovescio della medaglia è tutto al Sud. In fondo alla classifica si concentrano province come Sud Sardegna (-24%), Oristano (-22,7%) e Isernia (-20,8%). Perdite pesantissime che riguardano Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata.

Il fantasma del ricambio generazionale

Il dato bresciano non è solo una curiosità statistica. Secondo la Cgia di Mestre, entro il 2029 quasi tre milioni di lavoratori lasceranno l'impiego per raggiunti limiti di età. Sono i baby boomer, e il loro pensionamento rischia di lasciare un vuoto difficilmente colmabile.

Già oggi molte piccole imprese faticano a trovare personale qualificato. Se i giovani continueranno a diminuire, il problema esploderà.

L'effetto Brescia: un'eccezione che fa riflettere

Cosa rende Brescia più attrattiva per i giovani rispetto ad altre province italiane? La risposta, secondo gli analisti, è da cercare nel tessuto produttivo e occupazionale. Un territorio che offre lavoro e opportunità, capace di trattenere i nativi e attrarre nuovi residenti.

La Cgia avverte però che l'immigrazione da sola non basta: servono politiche mirate, formazione linguistica e percorsi professionali integrati. E soprattutto, serve rendere il Paese più attrattivo per le nuove generazioni.

Per ora, Brescia manda un segnale. Un segnale in controtendenza che, in un'Italia che invecchia, vale più di mille promesse.

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