Operazione di poliziaCronaca
Blitz nazionale contro i giovani criminali: perché la Polizia ha controllato anche Brescia
La provincia bresciana coinvolta nella maxi operazione della Polizia di Stato in 44 province italiane contro spaccio, rapine e armi tra i giovani

Zone della movida, stazioni ferroviarie, sale giochi e luoghi di ritrovo giovanile: anche Brescia è finita nella rete della maxi operazione condotta dalla Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, conclusa nei giorni scorsi e coordinata dal Servizio Centrale Operativo.
L'attività, su scala nazionale, ha coinvolto 44 province italiane e oltre mille operatori impegnati nel contrasto a reati che vanno dallo spaccio di droga alle rapine, fino alla detenzione illegale di armi commessi da giovani.
Cosa è successo nel Bresciano
Sul territorio provinciale i servizi straordinari hanno interessato le principali aree della vita notturna, le zone note per lo spaccio, le stazioni ferroviarie e gli altri punti di aggregazione giovanile. In campo le Squadre Mobili, affiancate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici della Polizia di Stato.
I numeri dell'operazione a livello nazionale
Il bilancio complessivo dell'operazione parla di 539 persone arrestate e 954 denunciate in tutta Italia. Le forze dell'ordine hanno controllato quasi 188mila persone, tra cui circa 19.500 minorenni.
Le ispezioni hanno riguardato 1.182 immobili, comprese 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a 117 sale gioche e 543 esercizi commerciali.
Tra i sequestri figurano 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti, 49 armi da fuoco, 87 armi bianche, 95 oggetti atti a offendere e più di 307mila euro in contanti.
Il fronte del web
L'indagine non si è fermata alla strada: gli investigatori hanno monitorato anche i social network, individuando 973 profili che diffondevano contenuti che inneggiavano alla violenza, all'odio e all'uso delle armi. Due di questi profili sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per una eventuale richiesta di oscuramento.
L'operazione conferma l'attenzione delle forze dell'ordine verso i fenomeni di criminalità giovanile, un tema che negli ultimi anni ha assunto rilievo crescente anche nelle cronache locali bresciane, tra episodi di spaccio, risse nella movida e uso di armi tra minorenni.
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