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Operazione di poliziaCronaca

Blitz nazionale contro i giovani criminali: perché la Polizia ha controllato anche Brescia

La provincia bresciana coinvolta nella maxi operazione della Polizia di Stato in 44 province italiane contro spaccio, rapine e armi tra i giovani

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: Blitz nazionale contro i giovani criminali: perché la Polizia ha controllato anche Brescia
Illustrazione a corredo: Blitz nazionale contro i giovani criminali: perché la Polizia ha controllato anche Brescia

Zone della movida, stazioni ferroviarie, sale giochi e luoghi di ritrovo giovanile: anche Brescia è finita nella rete della maxi operazione condotta dalla Polizia di Stato contro la criminalità giovanile, conclusa nei giorni scorsi e coordinata dal Servizio Centrale Operativo.

L'attività, su scala nazionale, ha coinvolto 44 province italiane e oltre mille operatori impegnati nel contrasto a reati che vanno dallo spaccio di droga alle rapine, fino alla detenzione illegale di armi commessi da giovani.

Cosa è successo nel Bresciano

Sul territorio provinciale i servizi straordinari hanno interessato le principali aree della vita notturna, le zone note per lo spaccio, le stazioni ferroviarie e gli altri punti di aggregazione giovanile. In campo le Squadre Mobili, affiancate dai Reparti Prevenzione Crimine e da altri uffici della Polizia di Stato.

I numeri dell'operazione a livello nazionale

Il bilancio complessivo dell'operazione parla di 539 persone arrestate e 954 denunciate in tutta Italia. Le forze dell'ordine hanno controllato quasi 188mila persone, tra cui circa 19.500 minorenni.

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Le ispezioni hanno riguardato 1.182 immobili, comprese 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, oltre a 117 sale gioche e 543 esercizi commerciali.

Tra i sequestri figurano 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti, 49 armi da fuoco, 87 armi bianche, 95 oggetti atti a offendere e più di 307mila euro in contanti.

Il fronte del web

L'indagine non si è fermata alla strada: gli investigatori hanno monitorato anche i social network, individuando 973 profili che diffondevano contenuti che inneggiavano alla violenza, all'odio e all'uso delle armi. Due di questi profili sono stati segnalati all'autorità giudiziaria per una eventuale richiesta di oscuramento.

L'operazione conferma l'attenzione delle forze dell'ordine verso i fenomeni di criminalità giovanile, un tema che negli ultimi anni ha assunto rilievo crescente anche nelle cronache locali bresciane, tra episodi di spaccio, risse nella movida e uso di armi tra minorenni.

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