Emergenza sicurezzaCronaca
A Brescia 14 morti sul lavoro in sei mesi e un indice quasi doppio della media
La provincia è 15esima in Italia per incidenza degli infortuni mortali, secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Vega.

Nei primi sei mesi del 2026 sono state 14 le vittime di incidenti sul lavoro nella provincia di Brescia. Il dato colloca il territorio bresciano al 15esimo posto nella graduatoria nazionale per indice di incidenza degli infortuni mortali: 24,9 decessi ogni milione di occupati, contro una media italiana di 14,5.
Il quadro emerge dal monitoraggio dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che ha registrato 482 vittime in Italia tra gennaio e giugno. Di queste, 350 sono morte durante l’attività lavorativa e 132 in itinere, cioè nel tragitto tra casa e lavoro. Rispetto allo stesso periodo del 2025 il numero complessivo è diminuito del 4%, ma l’Osservatorio segnala che il rallentamento del miglioramento osservato nei primi mesi dell’anno sta perdendo intensità.
La Lombardia prima per vittime
La Lombardia è la regione con il numero più alto di vittime in occasione di lavoro: 53 nei primi sei mesi del 2026. Seguono Veneto con 39, Campania con 33, Sicilia con 29, Emilia-Romagna e Piemonte con 27.
Per indice di incidenza, invece, a giugno risultano in zona rossa Calabria, Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia. Brescia, pur non rientrando in questo elenco regionale, presenta un valore superiore alla media nazionale.
Le categorie più esposte
L’incidenza più elevata riguarda gli ultrasessantacinquenni, con 45 morti ogni milione di occupati. Seguono i lavoratori tra 55 e 64 anni, con 22,8, e quelli tra 15 e 24 anni, con 14,3. In valori assoluti, la fascia più colpita è quella tra 55 e 64 anni, che conta 128 vittime sulle 350 morte durante l’attività lavorativa.
Resta marcato anche il divario tra lavoratori stranieri e italiani. I cittadini stranieri deceduti sono stati 133, di cui 96 durante il lavoro e 37 in itinere. L’indice di rischio è pari a 37,1 morti ogni milione di occupati, contro 11,8 tra gli italiani.
I settori con più vittime in occasione di lavoro sono le costruzioni, con 59 decessi, il trasporto e magazzinaggio, con 47, e le attività manifatturiere, con 41.
Nello stesso periodo sono aumentate le denunce di infortunio: 315.452 a livello nazionale, il 5,5% in più rispetto ai primi sei mesi del 2025. Per l’Osservatorio, il calo delle vittime non basta a considerare superata l’emergenza e conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su prevenzione, formazione e controlli.





