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Fatture false per 55 milioni, riciclaggio da 375: chi è l'uomo appena spogliato dei suoi beni a Brescia
Sorveglianza speciale per cinque anni e confisca da 1,5 milioni per un cittadino italiano di origine cinese già condannato per estorsione

Cinque anni di sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno e la confisca di quasi tutto quello che possiede: circa 1,5 milioni di euro tra denaro, beni e due autovetture. È il conto presentato dalla giustizia a un cittadino italiano di origine cinese considerato dagli investigatori il vertice di un sistema criminale fatto di frodi fiscali, riciclaggio e legami con ambienti della criminalità organizzata.
Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine della Questura di Brescia, insieme ai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su proposta della Procura e del Questore, accolta integralmente dal Tribunale di Brescia.
Un curriculum che parte da lontano
L'uomo non era un volto nuovo per gli investigatori. Il suo nome era già emerso nell'operazione "Atto Finale" della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, che nell'ottobre 2021 aveva portato a misure cautelari per 14 persone legate a un sodalizio contiguo ad ambienti 'ndranghetisti.
Secondo le indagini, attraverso 20 società cartiere italiane e tre con sede in Polonia — attive nei settori dei metalli ferrosi, della plastica e del legno — sarebbe stato messo in piedi un sistema di fatture per operazioni inesistenti per oltre 55 milioni di euro, a beneficio di imprese del territorio bresciano.
Per condotte estorsive commesse in concorso con soggetti legati alla criminalità organizzata, l'uomo è stato condannato in via definitiva dal Tribunale di Brescia nel 2024 a cinque anni di reclusione.
I 375 milioni dell'operazione "Tornado"
Il nome dell'indagato è tornato a galla anche nell'operazione "Tornado" del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia. Qui sarebbe emerso come membro di un'associazione italo-cinese che offriva un servizio bancario occulto per trasferire capitali provenienti dal narcotraffico.
Quel denaro, secondo l'accusa, sarebbe stato poi "pulito" attraverso la monetizzazione di fatture false per un valore complessivo di circa 375 milioni di euro, emesse da imprenditori compiacenti.
La confisca
Sulla base di questo quadro, la Direzione Distrettuale Antimafia ha delegato accertamenti patrimoniali che hanno portato alla proposta di misure di prevenzione. Il Tribunale ha disposto la confisca di 950.447 euro, già sequestrati durante l'operazione "Tornado", di ulteriori beni per 465.558 euro ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, e di due autovetture. In totale, circa 1,5 milioni di euro sottratti al patrimonio dell'uomo.
Va ricordato che le misure di prevenzione sono autonome rispetto al processo penale: per gli eventuali procedimenti ancora pendenti vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.





