Il pedaggio fantasmaPolitica
Corda Molle, la convenzione che non c'è e i dati che nessuno ha visto: cosa nasconde il pedaggio fantasma?
Un'interrogazione in Consiglio provinciale riporta sotto i riflettori la mancata convenzione e i dati mai pubblicati: già superate le 21.200 firme

La scintilla che riaccende il caso
L'interrogazione porta la firma di Andrea Curcio, consigliere provinciale di minoranza, ed è stata depositata a fine aprile. Oggi approda in Consiglio provinciale e rischia di far riesplodere una grana che sembrava destinata all'oblio.
Al centro della richiesta c'è la delibera del 16 febbraio, approvata a maggioranza. Quell'atto di indirizzo prevedeva agevolazioni per chi utilizza la bretella tra Ospitaletto e Montichiari, con una convenzione da siglare entro fine mese.
Il buco della convenzione
La realtà è andata diversamente. Il concessionario Autovia Padana ha concesso una proroga fino al 30 aprile per permettere alla Provincia di valutare la copertura del 50% di esenzione. Ma quella firma non è mai arrivata.
Risultato: dal primo maggio il pedaggio è scattato per tutti. Senza distinzioni. L'unico paracadute lo offre direttamente Autovia Padana con uno sconto del 50% riservato ai residenti dei 22 Comuni nel raggio di 2 chilometri dall'infrastruttura, Brescia compresa.
Numeri che nessuno ha visto
Il concessionario si era impegnato a trasmettere al Broletto i dati sul traffico post-pedaggio, indispensabili per valutare scenari e impatti. Ma quei numeri restano nel cassetto. Curcio ora pretende risposte: che fine ha fatto la convenzione? Quali ricadute economiche ci sono state per i cittadini e per l'ente?
L'emorragia silenziosa
Il dato più allarmante è un altro. Dall'introduzione del ticket, moltissimi pendolari hanno abbandonato la tratta. Le auto si sono riversate sulle strade alternative che lambiscono i paesi, congestionandole.
Un effetto domino che azzera il senso stesso per cui la Corda Molle era stata costruita: alleggerire il traffico locale. Ora è il traffico locale a pagare il conto.
Oltre 21mila firme non mentono
Nel frattempo le mobilitazioni non si spengono. Sono sei le petizioni attive contro il pedaggio e le adesioni hanno già sfondato quota 21.200. Un numero che pesa più di qualsiasi dichiarazione.
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