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Un mese di stop ai voliPolitica

Bloccati i voli dalla Spagna per un mese: davvero Schengen non esiste più?

Frontiere marittime e aeree chiuse per un mese, controlli rafforzati anche con la Francia

La Redazione

Illustrazione a corredo: Bloccati i voli dalla Spagna per un mese: davvero Schengen non esiste più?
Illustrazione a corredo: Bloccati i voli dalla Spagna per un mese: davvero Schengen non esiste più?

Cosa sta succedendo davvero

Il Viminale ha disposto la chiusura temporanea delle frontiere marittime e aeree con la Spagna: per un mese la polizia di frontiera effettuerà verifiche mirate sui cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla penisola iberica, controllando il possesso dei documenti validi per la circolazione nell'area Schengen.

La decisione è maturata al termine del Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, presieduto personalmente dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nella mattinata al Viminale. Sul tavolo, le più recenti acquisizioni informative legate alla crisi migratoria di Ceuta, l'enclave spagnola in territorio africano diventata porta d'ingresso per flussi incontrollati verso l'Europa.

Il fronte francese

Non solo Spagna. Piantedosi ha sentito telefonicamente l'omologo francese Laurent Nuñez: i due ministri hanno condiviso la necessità di rafforzare i controlli anche lungo il confine terrestre italo-francese, attivando gli accordi di cooperazione tra forze di polizia già sottoscritti tra Roma e Parigi.

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La linea del governo

«La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee», ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, definendo la crisi di Ceuta «il promemoria che la gestione dei confini Ue è responsabilità comune». Tajani ha evocato anche la minaccia terroristica, da «contrastare senza incertezze».

Il fronte bresciano: Lega Giovani e Gioventù Nazionale

La sospensione infiamma anche il dibattito locale. Alessandro Ceretti, coordinatore provinciale della Lega Giovani Brescia, e Filippo Consoli, presidente di Gioventù Nazionale Brescia, hanno applaudito la misura: «Quanto accaduto al confine spagnolo è la dimostrazione del fallimento delle politiche di accoglienza dell'Unione Europea».

Per i due esponenti, la questione non riguarda solo gli scenari internazionali: «Brescia non può essere lasciata senza presidi. Servono più controllo e sicurezza, con presidi fissi e maggiore attenzione nei quartieri». La chiosa è un appello diretto: «I giovani bresciani meritano di vivere, studiare e lavorare in una terra sicura».

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