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Il dramma della famigliaCronaca

Aveva 4 anni quando mangiò quel formaggio: Mattia muore a 13 dopo 9 anni di coma

Il piccolo di Coredo era in stato vegetativo dal 2017 per un'infezione da Escherichia coli contratta con un formaggio a latte crudo

La Redazione

Illustrazione a corredo: Aveva 4 anni quando mangiò quel formaggio: Mattia muore a 13 dopo 9 anni di coma
Illustrazione a corredo: Aveva 4 anni quando mangiò quel formaggio: Mattia muore a 13 dopo 9 anni di coma

Aveva solo 4 anni quando la sua vita si è fermata. Nove anni dopo, a 13 anni, Mattia Maestri si è spento, chiudendo una delle vicende più dolorose legate alla sicurezza alimentare degli ultimi anni in Italia.

Il bambino, di Coredo, in provincia di Trento, era in stato vegetativo permanente dal 2017. Tutto era iniziato dopo che la famiglia aveva acquistato un formaggio lavorato con latte crudo in un caseificio locale. Il prodotto era contaminato dal batterio dell'Escherichia coli, che nel piccolo Mattia scatenò la sindrome emolitico-uremica (Seu), una grave complicanza che lo lasciò in coma.

L'annuncio del padre

A dare la notizia della scomparsa è stato il padre, Giovanni Battista Maestri, tramite il quotidiano Il T: «Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa».

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Un messaggio breve, che chiude nove anni di attesa e di dolore per una famiglia che non ha mai smesso di occuparsi della memoria del figlio, trasformando la propria vicenda personale in un impegno pubblico: Giovanni Battista Maestri ha infatti fondato un'associazione di consumatori dedicata ai rischi legati ai prodotti alimentari "intrinsecamente pericolosi".

Le responsabilità accertate

Sulla vicenda si era già pronunciata la giustizia. Una sentenza della Corte di Cassazione ha reso irrevocabili le condanne per lesioni colpose nei confronti di due responsabili del caseificio di Coredo: l'ex presidente, Lorenzo Biasi, e il casaro, Gianluca Fornasari. La Cassazione ha confermato il nesso di causa tra il consumo del formaggio contaminato e la malattia del bambino.

Cos'è l'Escherichia coli

Il batterio coinvolto, l'Escherichia coli, è normalmente presente nella flora intestinale umana e nella maggior parte dei casi è innocuo. Esistono tuttavia ceppi patogeni capaci di provocare quadri clinici severi, dalla gastroenterite a complicanze come crampi addominali, vomito e diarrea con sangue. Il contagio può avvenire tramite acqua o cibi contaminati, in particolare latte non pastorizzato, carne poco cotta o vegetali crudi. Il batterio è sensibile al calore: la cottura degli alimenti è in grado di neutralizzarlo, un dettaglio che rende ancora più delicato il consumo di prodotti a latte crudo.

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