Sfaccettature di un uomoPolitica
Lottò 40 anni per Brescia e scavava fossili in Tanzania: chi era davvero Mirko Lombardi?
Ex consigliere comunale e regionale, architetto con lode, fondatore del Sunia-Cgil: una vita divisa tra battaglie sociali e paleoantropologia. Aveva 76 anni.

Brescia ha perso nella notte uno dei volti più riconoscibili della sua sinistra. Marco «Mirko» Lombardi si è spento a 76 anni, dopo una lunga malattia affrontata con la stessa discrezione e determinazione che hanno segnato ogni sua battaglia. Ma la notizia della scomparsa, che ha rapidamente fatto il giro della città, ha portato con sé una domanda che in molti si stanno ponendo solo ora: chi era davvero Mirko Lombardi?
Quarant'anni di battaglie (e non solo in consiglio)
Nato a Brescia il 22 aprile 1950, maturità scientifica nel 1970 e laurea in Architettura all'Università di Firenze nel 1976 con il massimo dei voti e la lode. Il curriculum istituzionale è quello che tutti conoscono: tecnico comunale a Lonato, poi libera professione. Nel 1983 è tra i fondatori del Sunia-Cgil di Brescia, il sindacato degli inquilini. Tre anni dopo entra nella segreteria provinciale del Pci bresciano.
Da lì un'ascesa inarrestabile: consigliere comunale a Brescia per dieci anni (1985-1995, prima Pci poi Rifondazione Comunista), dirigente nazionale di Rifondazione con delega a casa, urbanistica, ambiente e lavoro. Due legislature in Regione Lombardia (1995-2005), dove si distingue per l'opposizione frontale alle centrali a turbogas. Co-fondatore nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà e segretario cittadino Sel fino al 2014. Consigliere d'amministrazione dell'Aler di Brescia, membro del cda della Fondazione Luigi Micheletti, componente del gruppo di lavoro per il rilancio del Museo di Scienze Naturali.
Le sue battaglie restano scolpite nella cronaca cittadina: il caso Caffaro, la guerra alla demolizione della Torre Tintoretto, la difesa del territorio contro la speculazione.
La vita che nessuno immaginava
Poi c'è l'altra faccia. Quella che emerge solo ora, nei ricordi di chi lo ha frequentato fino agli ultimi giorni. Andato in pensione nel 2011, Lombardi non si è affatto ritirato. Ha semplicemente cambiato campo di battaglia.
Paleoantropologia. Corsi all'Università di Perugia, campagne annuali di scavo nella Gola di Olduvai, in Tanzania, uno dei luoghi simbolo per lo studio dell'evoluzione umana. Un signore di Brescia che fino a pochi anni fa setacciava il terreno africano alla ricerca di fossili, con la stessa passione con cui in Regione smontava le delibere che minacciavano l'ambiente.
Socio fondatore e tesoriere dell'associazione «Ripensare il Mondo», ha promosso decine di incontri su temi scientifici e umanistici. Un intellettuale curioso, rigoroso, che ha vissuto la politica «come servizio e non come mestiere» e la scienza come l'ultima, grande militanza.
Brescia lo piange oggi. Ma forse, soltanto adesso, inizia davvero a conoscerlo.





