La giovane magistraturaCronaca
A 42 anni la pm che fece condannare a 30 anni l'uomo poi assolto: chi era Benedetta Callea
La sostituta procuratrice, nota per il caso Bozzoli, è morta dopo una lunga malattia: era tornata al lavoro fino agli ultimi mesi

Aveva combattuto a lungo contro una grave malattia, ma non aveva mai smesso di lavorare. Benedetta Callea, sostituta procuratrice della Procura di Brescia, è morta a 42 anni, lasciando un vuoto profondo nel Palazzo di Giustizia bresciano.
Nata a Brescia il 16 gennaio 1984, Callea aveva iniziato la carriera in magistratura tra il 2015 e il 2016, con il primo incarico da sostituto procuratore a Vibo Valentia, occupandosi anche di reati ambientali. Tornata a Brescia, aveva ricoperto lo stesso ruolo sia in Procura ordinaria sia alla Procura per i Minorenni.
Il caso Bozzoli e le altre inchieste
Tra i procedimenti più noti seguiti da Callea c'è quello legato all'omicidio dell'imprenditore Mario Bozzoli, scomparso nell'ottobre 2015. La pm sostenne l'accusa nel processo a Oscar Maggi, ex operaio della fonderia, per il quale aveva chiesto trent'anni di condanna: Maggi fu poi assolto.
Callea si era occupata anche delle indagini sulla morte di Abdelilah Soiyt, annegato dopo essere stato inseguito, colpito con arma da fuoco e con una pietra durante una spedizione punitiva legata al mondo dello spaccio tra le province di Brescia e Bergamo: aveva sostenuto l'accusa nel processo concluso lo scorso giugno. Aveva seguito anche le vicende giudiziarie legate al Brescia Calcio, la cui liquidazione giudiziale è stata dichiarata dal Tribunale il 28 luglio.
Il ritorno al lavoro dopo la malattia
Costretta a fermarsi per un periodo a causa dei problemi di salute, Callea era tornata a lavorare nel suo ufficio al quarto piano del palazzo di giustizia di via Lattanzio Gambara, proseguendo con determinazione l'attività fino agli ultimi mesi.
Lascia i genitori, due sorelle e un fratello. I funerali saranno celebrati in forma strettamente privata.
Il cordoglio dell'ANM
La Giunta esecutiva sezionale di Brescia dell'Associazione Nazionale Magistrati ha voluto ricordarla come una «professionista di alto valore», capace di affrontare «indagini complesse e processi delicati con equilibrio, misura e scrupolosa attenzione per tutti i soggetti coinvolti». Nel messaggio di cordoglio i colleghi ne hanno sottolineato anche il profilo umano, citando «la non comune empatia e la grande sensibilità umana» che l'hanno sempre accompagnata, insieme a «quel tratto insieme appassionato, acuto e garbato» che, scrivono, «mancherà a tutti».





