Protesta sindacaleCronaca
Licenziata dopo aver portato Report in ospedale: perché 500 persone sono scese in piazza per lei
Margherita Napoletano, sindacalista Cub al San Raffaele di Milano, si incatena e inizia lo sciopero della fame dopo il licenziamento in tronco

Un licenziamento in tronco, uno sciopero della fame, un incatenamento davanti all'ospedale e, in pochi giorni, centinaia di persone in piazza. È l'escalation che sta travolgendo il San Raffaele di Milano dopo il caso di Margherita Napoletano.
Il licenziamento
Venerdì la direzione del personale dell'ospedale ha licenziato con effetto immediato Napoletano, coordinatrice della Rsu, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e storica delegata Cub. Il provvedimento arriva dopo una contestazione disciplinare ricevuta il 23 giugno, che la Cub aveva definito "pretestuosa". Secondo il sindacato, Napoletano è la sindacalista che aveva portato la trasmissione Report a denunciare l'impiego di infermieri con formazione insufficiente.
La Cub parla di un "attacco al sindacato" e sostiene che la sanzione fosse già decisa prima ancora delle giustificazioni previste dalla legge, come ritorsione per scioperi, mobilitazioni e denunce su carenza di organico e malagestione. Napoletano ha raccontato di aver ricevuto solo la lettera di licenziamento e di essersi vista disattivare il badge, restando bloccata nel parcheggio dell'ospedale.
La protesta: sciopero della fame e incatenamento
La sindacalista ha annunciato un ricorso in tribunale, definendo "assurde" le accuse a suo carico, e ha avviato uno sciopero della fame e un presidio permanente con incatenamento davanti all'ospedale, "a oltranza, anche di notte", fino al reintegro. "La vera motivazione è che diamo fastidio come sindacato", ha dichiarato, ricordando i tre scioperi organizzati negli ultimi mesi contro turni insostenibili e il ricorso a cooperative per il personale infermieristico.
Al presidio, promosso da Usi Sanità e Cub Sanità, hanno partecipato anche esponenti di Rifondazione Comunista, Sardine, Movimento 5 Stelle, Cgil e Cobas, con una raccolta firme per il reintegro immediato. Il 29 luglio la mobilitazione è cresciuta ulteriormente: oltre 500 persone hanno partecipato a un'assemblea sfociata in un corteo spontaneo davanti all'ospedale.
Il fronte politico
Il capogruppo M5S in Regione Lombardia, Nicola Di Marco, ha parlato di "fatto gravissimo", chiedendo a Regione Lombardia di verificare appalti, requisiti e formazione del personale delle cooperative nei reparti ad alta intensità di cura. La deputata M5S Stefania Ascari ha depositato in Parlamento un'interrogazione sulla vicenda. La Cub ha annunciato che la propria reazione "sarà proporzionale alla gravità dell'attacco" e ha convocato una conferenza stampa.
Il San Raffaele, al momento, non risulta aver diffuso una versione ufficiale della vicenda nelle fonti disponibili.





