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Giustizia riparativaCronaca

L'assassino di Manuela Bailo chiede un incontro con la famiglia: la risposta è un secco no

Fabrizio Pasini, condannato a 16 anni per l'omicidio della 35enne di Nave, aveva chiesto la giustizia riparativa: i parenti rifiutano

La Redazione

Illustrazione a corredo: L'assassino di Manuela Bailo chiede un incontro con la famiglia: la risposta è un secco no
Illustrazione a corredo: L'assassino di Manuela Bailo chiede un incontro con la famiglia: la risposta è un secco no

A otto anni dall'omicidio di Manuela Bailo, la 35enne di Nave uccisa dall'uomo con cui aveva una relazione extraconiugale, arriva una richiesta che riaccende il dolore della famiglia: Fabrizio Pasini, l'assassino, ha chiesto un incontro con i parenti della vittima attraverso il percorso di giustizia riparativa. La risposta è stata un no netto.

La richiesta e il rifiuto

Pasini è stato condannato a 16 anni di reclusione, pena che sta scontando nel carcere di Bollate, dove ha ottenuto il permesso di lavorare all'esterno durante il giorno, rientrando in cella nel primo pomeriggio. Tra buona condotta e liberazione anticipata, l'uomo potrebbe presto chiudere i conti con la giustizia. Prima di allora, aveva chiesto un faccia a faccia con la madre, la sorella e il fratello di Manuela.

«La famiglia di Manuela non ha ritenuto opportuno incontrare Pasini perché da parte sua non c'è mai stato un vero pentimento se non di facciata, e solo all'ultima udienza perché gli faceva comodo a livello processuale. È assurdo», hanno spiegato gli avvocati Michele Radici e Giulio Rota, legali dei familiari della vittima.

La dinamica dell'omicidio

Manuela Bailo, dipendente del Caf Uil, era stata vista viva l'ultima volta il 28 luglio 2018 alle 17.30, ripresa dalle telecamere di casa mentre preparava una borsa. Poco dopo aveva incontrato Fabrizio Pasini, che nella stessa notte l'ha uccisa nella casa della madre a Ospitaletto, nascondendo il corpo per alcune ore prima di abbandonarlo in una vasca di liquami in provincia di Cremona.

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L'autopsia ha stabilito che la donna è stata sgozzata con un'arma bianca mai ritrovata. Pasini, nonostante l'ipotesi si premeditazione contestata dal pm ma non riconosciuta dal tribunale, è stato arrestato un mese dopo l'omicidio, al ritorno da una vacanza in Sardegna con moglie e figli.

«Non ha mai confessato la verità»

Nel primo interrogatorio l'uomo aveva dichiarato: «Non ho mai fatto del male a nessuno e Manuela non l'avrei mai toccata nemmeno con uno spillo». Una versione poi cambiata in aula, dove ha sostenuto: «Avevamo litigato, non volevo ucciderla, l'ho spinta ed è caduta dalle scale».

«Non ha mai confessato quello che realmente è successo», ribadiscono oggi gli avvocati della famiglia, commentando la scelta di non sedersi al tavolo con l'uomo che ha ucciso Manuela. «Pasini non ha avuto il coraggio di prendersi le sue responsabilità e non intendiamo sederci al tavolo con lui», è il pensiero della madre, della sorella e del fratello della vittima.

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