La pena decisaCronaca
Omicidio di Provaglio d'Iseo: ecco perché il killer avrà 14 anni e non di più
Le motivazioni della sentenza spiegano perché a Matias Pascual sono state concesse le attenuanti generiche, ma non quella della provocazione

Perché un omicidio "premeditato" si è trasformato in una condanna a 14 anni? La risposta è nelle motivazioni depositate dal Gup del tribunale di Brescia, Cesare Bonamartini, sul caso di Matias Pascual, il 21enne che ha ucciso Roberto Comelli a Provaglio d'Iseo.
Il fatto
Il delitto risale alla notte di San Silvestro di due anni fa, a Provaglio d'Iseo, in provincia di Brescia. Pascual è stato condannato lo scorso 14 aprile al termine di un processo con rito abbreviato.
La difesa chiedeva la provocazione: negata
Durante l'udienza preliminare l'avvocato Giacomo Nodari, difensore del 21enne, aveva chiesto per il suo assistito l'attenuante della provocazione, che avrebbe potuto alleggerire ulteriormente la pena. Il Gup Bonamartini non l'ha riconosciuta: secondo il giudice non ci sono elementi che dimostrino che Pascual sia stato provocato dalla vittima.
Cosa ha invece convinto il giudice
Nelle motivazioni della sentenza, il Gup spiega che a pesare a favore dell'imputato sono stati altri fattori: la confessione, il comportamento tenuto dal 21enne durante il processo e un parziale risarcimento nei confronti della famiglia della vittima.
A questi elementi si aggiunge un dato biografico: Pascual non aveva precedenti penali. Scrive Bonamartini nelle motivazioni: "La condizione di incensuratezza ed il carattere isolato ed estemporaneo della condotta omicidiaria" hanno permesso di riconoscere "le circostanze attenuanti generiche invocate dalla difesa del Pascual".
Il risultato: 14 anni
La combinazione di questi elementi ha portato alla pena di 14 anni di reclusione per l'omicidio di Roberto Comelli, senza però la concessione dell'attenuante più forte richiesta dalla difesa, quella della provocazione. Una decisione che il giudice ha ritenuto di motivare punto per punto, per chiarire perché la pena non sia stata più severa nonostante la gravità del reato, né più lieve nonostante gli elementi a favore dell'imputato.
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