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L'appello dei sindaciPolitica

Cosa nasconde Regione Lombardia sulla Polizia Locale? 10 capoluoghi fanno fronte comune

Una nota congiunta senza precedenti alla vigilia del Tavolo regionale: "Basta ricognizioni, servono impegni economici certi"

La Redazione

Illustrazione a corredo: Cosa nasconde Regione Lombardia sulla Polizia Locale? 10 capoluoghi fanno fronte comune
Illustrazione a corredo: Cosa nasconde Regione Lombardia sulla Polizia Locale? 10 capoluoghi fanno fronte comune

Dieci capoluoghi lombardi si presentano uniti al Tavolo regionale del 28 luglio, ma non sarà una passerella. L'ultima riunione vera risale a metà settembre 2024: quasi un anno di silenzio che ha spinto i rappresentanti della sicurezza cittadina a rompere gli indugi.

La bordata contro il Pirellone

"Non possiamo esimerci dall'esprimere una profonda e condivisa preoccupazione per le tempistiche e le modalità con cui si giunge a questo appuntamento". La nota inviata all'assessore regionale Romano La Russa non usa giri di parole. I Comuni denunciano un "vuoto relazionale e operativo non più sostenibile per territori complessi" e avvertono: la quasi totalità delle questioni urgenti giace ancora del tutto irrisolta.

A firmare il sollecito sono gli assessori alla Sicurezza di Bergamo (Giacomo Angeloni), Brescia (Valter Muchetti), Cremona (Santo Canale), Lodi (Manuela Minojetti), Mantova (Davide Provenzano), Milano (Marco Granelli), Monza (Ambrogio Moccia), Pavia (Rodolfo Faldini) e Varese (Raffaele Catalano), più il sindaco di Como Alessandro Rapinese che detiene la delega diretta.

I cinque fronti aperti

La piattaforma comune, già inviata il 23 luglio 2025 senza ricevere risposta, poggia su cinque pilastri:

  • Strumenti di autotutela: il Regolamento regionale n. 5/2019 su spray al peperoncino, bastoni estensibili e bodycam è superato e va aggiornato.
  • Banca Dati SDI: serve l'accesso diretto e gratuito per tutti gli agenti, con un canale immediato verso il Governo.
  • Formazione obbligatoria: basta rinvii, occorre una programmazione regionale certa e strutturata.
  • Risorse economiche: cofinanziamenti regionali stabili per mezzi, tecnologie e costi del personale, più un tavolo sul riconoscimento previdenziale del ruolo.
  • Street Tutor: accelerare l'iter legislativo per introdurre figure di mediazione nei contesti urbani sensibili.

L'ultimatum dei territori

L'ordine del giorno del 28 luglio include sicurezza nelle stazioni e progetti urbani, ma i Comuni sono chiari: non accetteranno un vertice di facciata. "Chiediamo che l'incontro diventi una reale occasione per dare risposte definitive alla piattaforma condivisa che attende di essere evasa da un anno". I territori rivendicano certezze finanziarie e organizzative, rifiutando di sostenere in solitudine il peso di una domanda di sicurezza urbana sempre più pressante.

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