Sanità e politica a BresciaPolitica
Cosa ha detto (davvero) Schillaci a Brescia su stipendi e contratti. E perché il 2028 è già iniziato
Tra promesse di aumenti, la svolta sulle 38 ore e uno scontro politico che brucia le tappe verso le Regionali

Brescia è stata per due giorni la capitale della sanità che verrà. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha scelto la Fondazione Poliambulanza per lanciare messaggi che pesano come macigni sul futuro di medici, infermieri e pazienti.
«La prossima settimana avrò il primo incontro con il ministro Giorgetti sulle risorse», ha esordito Schillaci al convegno «Prevenzione è futuro – One Health: persone, ecosistemi e comunità per la sanità di domani». E subito ha messo sul tavolo la priorità: aumentare il personale e pagare meglio chi lavora nel Servizio sanitario nazionale. Parole che migliaia di camici bianchi aspettavano da anni.
La bomba sulle 38 ore
Poi il ministro ha toccato un nervo scoperto: il contratto. «Il contratto a 38 ore forse per quelli che sono i giovani medici di oggi non è la soluzione migliore: ci vuole più flessibilità. Non voglio aprire a nessun privato, voglio solo dire che magari nella vita di una persona può non essere sempre la migliore scelta stare 38 ore in ospedale. C'è una fase della vita nella quale ci vuole passare 20 ore, poi 25 o 30. Penso alle donne».
Un'apertura che rompe un tabù consolidato. «Dobbiamo pensare che il futuro della medicina e degli ospedali sono le donne: dobbiamo avere contratti di lavoro più flessibili, dobbiamo avere meno burocrazia, dobbiamo far sì che i giovani facciano prima carriera. Questi sono i motivi per cui vanno all'estero».
Liste d'attesa e Case di comunità
Sul fronte liste d'attesa, Schillaci ha rivendicato la piattaforma nazionale di monitoraggio: «Per la prima volta abbiamo dati solidi dove prima c'erano dati aneddotici. C'è un miglioramento, però ovviamente c'è ancora tanto da fare». Ha poi definito la riforma dell'assistenza territoriale «la vera rivoluzione di questi anni», con oltre 1.200 Case di comunità certificate: «Sono una realtà, non sono scatole vuote».
Il Manifesto e la corsa all'IRCCS
Al convegno — organizzato da Motore Sanità su iniziativa dell'Intergruppo parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio — sono intervenuti anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l'assessore al Welfare Guido Bertolaso (che ha definito Brescia «un laboratorio di innovazione»), il presidente del Consiglio superiore di sanità Alberto Siracusano, la sindaca Laura Castelletti e i vertici sanitari bresciani. Obiettivo: costruire le priorità del Manifesto nazionale della prevenzione, integrando salute, ambiente e territorio.
Fondazione Poliambulanza ha colto l'occasione per condividere il percorso verso il riconoscimento IRCCS nell'area della Gastroenterologia, già approvato da Regione Lombardia e ora al vaglio del Ministero.
E il 2028 è già qui
Mentre in Poliambulanza si disegnava la sanità di domani, sui social infuriava un altro capitolo della lunga corsa verso le Regionali del 2028. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Michele Schiavi e il segretario provinciale bergamasco del Pd Gabriele Giudici si sono scontrati a colpi di post sull'ospedale di Piario: al centro, la nuova risonanza magnetica total-body annunciata da Schiavi. «In meno di un anno abbiamo trovato i finanziamenti», ha rivendicato l'esponente di FdI. Giudici ha replicato accusando la maggioranza di demagogia, mentre il consigliere regionale dem Jacopo Scandella ha ricordato le promesse non mantenute, dai posti letto per i disturbi alimentari ai 450 milioni spesi in tecnologie. Con Emilio Del Bono già in marcia tra le redazioni per scalzare dopo trent'anni il centrodestra lombardo, la campagna elettorale è partita con due anni d'anticipo.





