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Rottami spariti, fatture false e 6 milioni in fumo: due misure cautelari a Brescia
La Guardia di Finanza smaschera un giro di società cartiere tra Italia e Slovacchia usato per far perdere le tracce dei rottami ferrosi

Come si fa a far sparire nel nulla tonnellate di rottami ferrosi e nello stesso tempo far quadrare i conti sulla carta? La risposta, secondo la Guardia di Finanza di Brescia, sta in un sistema di società "cartiere" tra Italia e Slovacchia, smontato al termine di una complessa indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Brescia.
Nella mattinata di venerdì 31 luglio il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia, insieme al Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, ha eseguito due misure cautelari personali. Due gli indagati: per uno è scattata la custodia cautelare agli arresti domiciliari, per l'altro l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Le accuse
Ai due soggetti vengono contestati traffico illecito di rifiuti (art. 452 quaterdecies del codice penale) ed emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 del D.lgs. 74/2000).
Il meccanismo scoperto dagli investigatori
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, il gruppo avrebbe gestito in modo occulto alcune società cartiere, sia italiane che di diritto slovacco, utilizzate per movimentare ingenti quantitativi di rottami ferrosi rendendone impossibile la tracciabilità: da dove arrivasse il materiale e dove finisse realmente non sarebbe mai stato ricostruibile con i documenti ufficiali.
A coprire l'operazione sarebbe stato un giro di fatture per operazioni mai avvenute, con cui i responsabili avrebbero dato una parvenza di regolarità a un commercio di fatto irregolare.
I numeri dell'inchiesta
Il valore complessivo delle fatture false contestate ammonta a circa 6 milioni di euro. Il traffico illecito di rifiuti, secondo gli investigatori, avrebbe invece generato un giro d'affari di circa 5 milioni di euro.
L'indagine è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Brescia e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di Brescia. Le misure cautelari restano al momento un atto d'indagine: per i due indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità.





