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Guerriglia TAV in Val di Susa, il bilancio è impressionante: non crederai a quanti agenti sono rimasti feriti

Dopo l'assalto al cantiere di Chiomonte con bombe incendiarie e razzi, la premier Giorgia Meloni visita la valle e promette il pugno di ferro.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Guerriglia TAV in Val di Susa, il bilancio è impressionante: non crederai a quanti agenti sono rimasti feriti
Illustrazione a corredo: Guerriglia TAV in Val di Susa, il bilancio è impressionante: non crederai a quanti agenti sono rimasti feriti

La Val di Susa si è trasformata in un campo di battaglia. Quelle che si sono vissute al cantiere TAV di Chiomonte non sono state semplici proteste, ma ore di autentica guerriglia urbana che hanno lasciato una scia di distruzione e un numero di feriti che ha fatto scattare l’allarme ai massimi livelli.

L’attacco è scattato sabato 25 luglio, al culmine della tradizionale mobilitazione estiva del movimento No TAV. Centinaia di attivisti, molti vestiti di nero e incappucciati, hanno lanciato un assalto coordinato al cantiere da più fronti, sbucando dai boschi. Non si è trattato di un lancio di sassi: i manifestanti hanno utilizzato un vero e proprio arsenale da guerriglia, con un massiccio uso di bottiglie incendiarie, pietre, bombe carta e persino razzi sparati con mortai artigianali.

Un bilancio pesantissimo

L'obiettivo era chiaro: attaccare lo Stato e fermare i lavori. Quattro mezzi delle forze dell’ordine, tra cui due camionette dei carabinieri, sono stati dati alle fiamme. Parte del cantiere è stata incendiata. Ma il dato più grave è quello umano: secondo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni, giunta in visita al cantiere, ben 120 operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri. Una cifra impressionante, che testimonia la violenza inaudita dell’assalto.

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Gli aggressori hanno agito con tecniche paramilitari, aprendo ombrelli per tentare di nascondersi ai droni della polizia che sorvolavano l’area per documentare gli scontri, per poi ritirarsi e disperdersi nei boschi, spogliandosi degli abiti scuri per evitare l’identificazione.

La risposta della Premier Meloni

La risposta delle istituzioni è stata immediata e durissima. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata di persona al cantiere di Chiomonte per portare la solidarietà del governo agli agenti e ai lavoratori. "Questa non è la scena di una presunta contestazione, questo non è dissenso. Questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata", ha dichiarato Meloni in un video registrato sul posto.

La premier ha sottolineato come lo Stato non possa tollerare attacchi simili, che mettono a rischio la vita di chi serve il Paese e distruggono il lavoro di operai, tecnici e imprese. "Chi lancia bombe carta, incendia mezzi dello Stato e aggredisce le Forze dell’Ordine non sta difendendo un’idea, sta attaccando lo Stato", aveva già scritto a caldo sui social, promettendo: "Faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia. La violenza non piegherà lo Stato".

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