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Peter Thiel, tecno-oligarchie e altri pianeti: il nuovo numero di «altronovecento»
Pier Paolo Poggio presenta la nuova uscita della rivista della Fondazione Luigi Micheletti, tra crisi ambientale, tecnologia e futuro.
La nuova uscita di «altronovecento», rivista della Fondazione Luigi Micheletti, guarda al rapporto tra tecnologia, capitalismo e crisi ambientale. A presentarla è Pier Paolo Poggio, storico direttore della Fondazione, oggi in pensione ma ancora collaboratore del progetto.
L’editoriale del numero accompagna la nuova ripartenza del Centro di storia dell’ambiente e della stessa rivista. Il riferimento è al pensiero di Giorgio Nebbia, indicato come ispiratore di «altronovecento»: tenere insieme il lungo periodo, la comprensione del presente e l’indagine sul futuro.
Il potere delle tecno-oligarchie
Tra i contributi pubblicati c’è il saggio di Marino Ruzzenenti, «Il mondo nuovo delle tecno-oligarchie». Carmelo Leotta firma invece «Peter Thiel: la fragilità di una profezia tecnototalitaria», mentre Lorenzo Cerani analizza «Il capitale monopolistico hi-tech: il progetto di una tecnodestra tra Alexander Karp e Peter Thiel».
Il numero ospita anche una riflessione di Emanuele Leonardi sulla trasformazione della giustizia climatica. Il percorso indicato dal titolo, «La metamorfosi della giustizia climatica: dagli scioperi di massa alla Palestina, passando per la nuova centralità della questione sociale», mette in relazione le mobilitazioni ambientali e la dimensione sociale e politica della crisi.
Secondo Poggio, il tema non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma le conseguenze dei progetti sostenuti da pochi soggetti che controllano una parte dello sviluppo hi-tech, soprattutto negli Stati Uniti. Lo storico richiama il rischio che l’umanità venga cancellata e osserva che, di fronte a una crisi ambientale sempre più difficile da affrontare, si stia prendendo in considerazione l’idea di un futuro su altri pianeti.
È una prospettiva che Poggio definisce legata a «deliri» sui quali, tuttavia, vengono investite enormi ricchezze e capacità tecnologiche. La questione centrale resta così il nodo tra sviluppo del capitalismo e distruzione dell’ambiente, indicato come il problema irrisolto da affrontare.
La presentazione del nuovo numero è stata realizzata da Radio Onda d’Urto attraverso un’intervista a Poggio, pubblicata il 4 agosto 2026.





