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Alberto Pesce, l’ultimo lascito a Brescia è una biblioteca di oltre 4mila volumi

È morto il critico cinematografico centenario, per oltre settant’anni protagonista della vita culturale bresciana.

La Redazione

Illustrazione a corredo: Alberto Pesce, l’ultimo lascito a Brescia è una biblioteca di oltre 4mila volumi
Illustrazione a corredo: Alberto Pesce, l’ultimo lascito a Brescia è una biblioteca di oltre 4mila volumi

Brescia perde Alberto Pesce, critico cinematografico centenario e figura di riferimento della vita culturale cittadina. La notizia della sua scomparsa ha suscitato il cordoglio della sindaca Laura Castelletti e della Giunta comunale, che hanno ricordato un percorso durato oltre settant’anni tra giornalismo, scuola e promozione della cultura.

Nel messaggio diffuso dal Comune, Castelletti lo ha definito «una delle sue intelligenze più raffinate» e «uno degli osservatori più lucidi della cultura del Novecento e del nostro tempo». Il ricordo dell’Amministrazione si concentra in particolare sul lavoro svolto sulle pagine del Giornale di Brescia, dove Pesce ha accompagnato generazioni di lettori alla scoperta del cinema.

La critica come strumento di conoscenza

Per Pesce, la recensione non era soltanto un giudizio su un film. Secondo il ricordo della sindaca, il suo lavoro trasformava l’analisi delle opere in uno strumento per comprenderne anche il contesto. Nel corso della carriera ha mantenuto un forte legame con Brescia, confrontandosi allo stesso tempo con il cinema internazionale e difendendo la propria indipendenza di giudizio.

È proprio questa libertà intellettuale a essere indicata dal Comune come uno degli elementi più significativi della sua eredità. Accanto all’attività giornalistica, Pesce è stato insegnante e preside, contribuendo alla formazione di più generazioni.

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Il suo rapporto con la città si è espresso anche attraverso il legame con il Nuovo Eden, mentre alla Biblioteca Queriniana ha donato la propria raccolta di oltre quattromila volumi. Un patrimonio che resterà a disposizione di studiosi, appassionati e nuove generazioni di lettori.

Nel messaggio di cordoglio, la sindaca ha rivolto, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, la vicinanza ai familiari, agli amici e a tutte le persone che gli sono state vicine. L’eredità di Pesce, ha sottolineato, non riguarda soltanto i suoi scritti, ma anche il metodo con cui ha insegnato a osservare la realtà: con curiosità, profondità e spirito critico.

La città ricorda così una voce della critica cinematografica e un protagonista della cultura bresciana, capace di unire il lavoro sui giornali, l’insegnamento e la costruzione di un patrimonio condiviso.

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