Ritrovamento archeologicoCultura
L’arnia scavata in un tronco che racconta 13.000 anni di storia delle api
Al Museo delle Palafitte di Fiavé una mostra unisce reperti, immagini e attività dedicate all’apicoltura di montagna.

A Fiavé le api diventano il filo conduttore di un viaggio lungo migliaia di anni. Al Museo delle Palafitte è stata inaugurata la mostra “Custodi di biodiversità. Apicoltura di montagna tra preistoria e modernità”, visitabile fino al 13 settembre, tutti i giorni dalle 10 alle 19.
L’esposizione è realizzata dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali in collaborazione con il Comune di Fiavé, il MUSE Museo delle Scienze di Trento e il METS Museo Etnografico Trentino. Il percorso, curato da Mirta Franzoi e Luisa Moser, propone immagini ad alta risoluzione, dati, reperti archeologici ed etnografici per ricostruire il ruolo delle api nella vita delle comunità di montagna.
Dalla preistoria alle palafitte
La visita comincia nel giardino del museo, con le installazioni della mostra “Città a misura d’ape. Alla ricerca di possibili equilibri”, curata da Maria Vittoria Zucchelli del MUSE. Negli spazi interni, oggetti provenienti dal METS e dai depositi archeologici della Soprintendenza documentano un’apicoltura domestica rimasta pressoché immutata fino ai primi anni del Novecento.
Tra le testimonianze più rilevanti c’è la replica di un bugno, o arnia villica, dell’età del Bronzo. L’originale è stato rinvenuto durante gli scavi nella torbiera di Fiavé, all’interno di una palafitta sull’acqua. Si tratta di un contenitore cilindrico ricavato da un tronco scavato, trattato con grasso animale e cera d’api per favorire l’insediamento degli insetti e la costruzione dei favi.
La mostra presenta anche le immagini dell’Archivio fotografico della Soprintendenza sulla vita quotidiana delle comunità agro-pastorali delle Giudicarie Esteriori, dove l’apicoltura è praticata da millenni. Il percorso ricorda inoltre l’uso antico di miele, cera e propoli: al Riparo Dalmeri, in Trentino, sono state trovate 247 pietre con tracce di ocra mescolata in alcuni casi a un legante simile alla cera d’api, in un contesto datato a circa 13.000 anni fa.
Laboratori e incontri
Il programma comprende visite guidate, laboratori e iniziative per famiglie. Il 6 e il 20 agosto è previsto “Piccoli apicoltori della preistoria”; il 7 agosto si parlerà di biodiversità e buone pratiche con l’incontro “ACT4BEES”. Il 9 agosto sono in calendario attività di archeologia dimostrativa al Parco Archeo Natura, mentre l’11 agosto i bambini potranno partecipare a “Nell’alveare per una mattina”.
La mostra si trova in via 3 Novembre 57. L’ingresso costa 4 euro, 3 euro il ridotto. Per informazioni e iscrizioni alle attività è disponibile il numero 0465 735019.





