Brescia e il PnrrBrescia città
49 opere Pnrr su 50 terminate in tempo: cosa rischia Brescia per l'unico cantiere ancora in ritardo
L'Arici Sega di San Polo doveva essere pronto in 15 mesi. Siamo a luglio 2026 e i lavori non sono finiti

Quarantanove su cinquanta. È il bottino con cui la Loggia può presentarsi al tavolo del Pnrr: tutti i progetti finanziati dall'Unione europea sono stati chiusi in tempo. Tutti tranne uno.
E quell'uno si chiama Arici Sega, l'ex casa di riposo di via Fiorentini, nel quartiere di San Polo Case.
Un cantiere da 12 milioni, fermo al palo
Il progetto è ambizioso: riqualificare i due immobili per ricavare alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale e agevolato, nuovi servizi di quartiere e una piazza. Un intervento da circa 12 milioni di euro, di cui 1,2 milioni arrivano proprio dal Pnrr. Il resto lo mettono Comune (oltre 4 milioni), Regione e Ministero.
I lavori sono partiti a dicembre 2023. Dovevano durare 15 mesi. Significa che la consegna era attesa per la primavera del 2025.
Oggi siamo a luglio 2026. E in via Fiorentini si lavora ancora.
La deadline del 30 giugno e il "fuori target"
Il 30 giugno 2026 era il termine ultimo per rendicontare le opere Pnrr. L'Arici Sega l'ha mancato. Eppure, secondo l'assessore Marco Garza — che ha tenuto le fila dell'intera operazione — il finanziamento potrebbe salvarsi lo stesso.
«Il ministero lo ha posto fuori target», spiega Garza. Tradotto: quei soldi non rientrano tra quelli da rendicontare all'Unione europea. «L'interlocuzione con il Ministero va avanti», aggiunge. Il Pnrr, ricorda, è un programma di obiettivo, non economico.
Perché il cantiere è in ritardo
La colpa, secondo la Loggia, è della lentezza dell'azienda appaltatrice. Tanto che sul tavolo ci sono possibili penali: finora non sono scattate solo perché l'impresa è in regime di proroga.
Brescia Infrastrutture, che fa da committente per il Comune e ha curato la progettazione, ha ricevuto un nuovo cronoprogramma dall'impresa. Ma rispettarlo, ammette lo stesso Garza, sarà dura: «Forse potrebbero farcela, ma certo debbono darsi molto da fare».
La promessa per il 2027
La prospettiva reale, a questo punto, è che gli alloggi di housing sociale entrino in funzione con l'inizio del 2027. Un ritardo che la Giunta ha visto crescere sopralluogo dopo sopralluogo: prima si parlava di primavera 2025, poi fine 2025, poi inizio 2026, poi giugno. Ogni volta la scadenza è slittata.
Ora alla Loggia restano due partite: spingere l'impresa a chiudere il cantiere e chiudere l'accordo con il Ministero per non perdere quei 1,2 milioni. Perché 49 su 50 è un risultato che fa notizia. Ma è quell'unico tassello mancante a tenere tutti col fiato sospeso.
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